L’organizzazione della città e dei quartieri e la scelta del luogo dave andare a vivere contribuiscono notevolmente a determinare gli stili di vita delle persone. E, di conseguenza, il maggiore o minore ricorso all’utilizzo dell’automobile. Ovviamente c’è un aspetto di propensione individuale, di scelta, aspetti rispetto ai quali è possibile immaginare dei percorsi di educazione e sensibilizzazione. Ma il ricorso all’auto, anche per tragitti relativamente brevi, spesso viene determinato dalla mancanza di alternative o dalla mancanza di servizi di prossimità. Ecco perchè mobilità sostenibile non vuole dire solo rinunciare all’uso dell’auto. Leggete questo passaggio.

“….lo stile di vita sedentario degli americani è più un sintomo che una causa dello sviluppo edilizio a bassa densità abitativa e toalmente incentrato sull’automobile. Qui nel Connecticut, la destinazione più facilmente raggiungibile a piedi da casa nostra è la cassetta della posta, che dita 150 yarde dal vialetto di ingresso. Quando vivevamo a New York, la stessa camminata di 150 yarde a partire dal portone di casa avrebbe potuto condurci in una dozzina di destinazioni plausibili, tra cui sei o sette ristoranti, una bottega di un calzolaio, un negozio di liquori, due supermercati, vari studi medici, una farmacia e una mezza dozzina di grandi condomini, che nel loro insieme ospitavano più persone della popolazione totale della nostra cittadina. Non c’è dunque da meravigliarsi se camminavamo di più allora, quando vivevamo in città, rispetto ad oggi che viviamo in campagna: avevamo molti più posti vicini da raggiunere” (Green Metropolis, David Owen)

Ci hai mai pensato? Quando hai scelto la casa dove vivere hai valutato il tuo walkable score? (scorri nella barra laterale ed inserisci il tuo indirzzo: scoprirai il tuo indicatore)

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Propongo questo nuovo pezzo di Anna Oxa, scritto però da Ivano Fossati. E si sente. Dopo oltre 30 anni Fossati scrive di nuovo per Anna Oxa (“Un’emozione da poco”, 1978), regalandole questa sorprendente canzone. Ve la propongo in una versione video che è molto attinente a Mobility For All, in cui traffico, autobus, vita cittadina ne caratterizzano l’ascolto. Un via vai di auto, di gente, di pioggia, di tempo accelerato (tutto il video è in accelerato) quasi a richiamarci alla lentezza per guardarci attorno, per non perdere i particolari, l’essenziale

Dall’orizzonte della strada per prima cosa vedo te,
dietro la folla, sei sorpreso per le parole che non hai
Tutti hanno fretta e vie di fuga, mi vieni incontro e sei sperduto,
in una lacrima sola stai… dentro una lacrima…
e ora è tuo questo insieme di musica e amore dal quale ci faremo scaldare…

Saranno tuoi questi giorni di vento, queste limpide gocce tremanti, mille volte cadute dal cielo nei mattini d’inverno…
e ora è tuo questo insieme di musica e amore dal quale ci faremo scaldare
Se fossi lo spirito di questo vento, se fossi lo lo spirito di questa canzone, te lo saprei spiegare
che è per noi, che è tutto per noi, qui intorno è per noi.

Guardati in giro, c’è  tutto l’amore intorno.

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Buonafortuna

1 set
2010

La 500 negli States

Quasi tutto pronto per le prime FIAT 500 che saranno proposte da Chrysler attraverso 165 dealers presenti prevalentemente nelle aree urbane di alcune importanti città degli Stati Uniti. Le vendite cominceranno a dicembre e c’è attesa e curiosità negli stessi venditori, chiamati a “piazzare” i primi 50.000 esemplari.
Riuscirà ad irrompere nel mercato dei SUV, dei Pick-Up, delle grandi cilindrate? Riuscirà a scardinare una cultura che ha finora posto poca attenzione ai veicoli dai bassi consumi e dal minore ingombro? L’auto del futuro dovrà essere più sostenibile e quella di FIAT è una bella sfida: e se va bene, se gli americani si faranno affascinare dalla 500 credo che molto cambierà in termini di mobilità anche altrove.
Buona fortuna, allora!
Un articolo del New York Times che ne parla
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Uno dei possibili inconvenienti per le auto elettriche è l’estrema silenziosità. Non te ne accorgi mentre si spostano. Di per sè non è un fatto negativo, ovviamente. Ma può avere delle conseguenze in termini di sicurezza stradale in quanto i pedoni potrebbero non rendersi conto della presenza di un’auto (es. uscita da un parcheggio; ad un incrocio; nei casi di precedenza,…), allo stesso modo di biciclette, motorini e, più in generale, tutti le componenti più deboli che si trovano nella strada. Pensate ad esempio ad una persona non vedente che basa le sue scelte proprio sulla base dei rumori che percepisce.  Il NHTSA (America’s National Highway Traffic Safety Administration) ha pubblicato tra l’altro uno studio in base al quale che i veicoli ibridi ed elettrici risultano coinvolti in incidenti con pedoni in misura più che doppia rispetto ai veicoli convenzionali. Questo aspetto, dunque, non è irrilevante soprattutto nella previsione di uno sviluppo della mobilità elettrica e dell’invecchiamento della popolazione-. Per questo motivo le case costruttrici si stanno attrezzando, prima ancora che il mercato dell’elettrico si affermi: l’esperienza dei veicoli ibridi (es. la Toyota Prius: avevte notato quanti taxi sono di questo modello?) ha portato infatti Toyota e Nissan a studiare alcune dispositivi in grado di affrontare questo aspetto.

Toyota dalla settimana prossima incomincerà a rendere disponibile (optional – costo circa 150 euro) un dispositivo che può essere installato nelle Prius (auto in realtà ibride ma che, nei percorsi urbani, sfruttano il motore elettrico) che simula il suono di un motore ed avverte il pedone che un’auto è in avvicinamento . Il suono sarà di intensità tanto maggiore quanto minore sarà la vicinanza al pedone, sebbene -sempre secondo Toyota- avviserà, senza disturbare (“to alert but no to annoy”).

Nissan, che comincerà a vendere la Leaf in America e in Giappone da fine anno (e in Europa dalla primavera 2011) equipaggerà di serie i suoi veicoli con suono che richiama la turbina  “turbine sound”) e che si attiverà quando la velocità del veicolo è superiore inferiore a 30 km/h: a velocità più elevate, infatti, anche i veicoli ibridi ed elettrici generano abbastanza rumore (pneumatici e aerodinamica) da essere pienamente percepiti.

Insomma non è la ricerca assoluta della silenziosità dei veicoli. Ma in nome della sicurezza direi proprio che ci può stare.

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Sono rientrato a Roma in auto da Nizza, dopo un difficile viaggio di andata come raccontavo in qualche precedente post. In auto, se scegli bene percorsi e giorno di viaggio, e stimi correttamente i tempi di arrivo (es. mai arrivato sul Raccordo di Roma alle 6 di pomeriggio?) dovrebbe andare tutto abbastanza regolare. Salvo imprevisti.

Appunti….ma niente di grave stavolta. Episodio però che merita una riflessione.

Sulla Civitavecchia-Roma, quasi appena entrato, un pannello a messaggio variabile informa “Incendio dopo Cerveteri. $ km in aumento”. Mi sintonizzo sulla radio per cercare una conferma, che infatti arriva dopo pochi minuti (ISORADIO). Arrivato a Cerveteri dove optare: esco e continuo sulla Statale Aurelia (SS1) oppure mi metto in coda per quei 4 chilometri?

Giusto poco prima dell’uscita un altro pannello informa “Uscita Consigliata: Cerveteri”. Mi fido, ho pensato. Avranno pensato a noi….ovviamente la rampa per uscire è trafficata e la auto procedono lentissime. Arrivo al bivio e noto una cosa: non c’è una indicazione per Roma. O a Cerveteri (sinistra), o a Santa Marinella (destra). tutti vanno verso destra, deduco che Roma è da quella parte (ma un turista come fa?), anche perchè piccolo piccolo c’è scritto “SS1 Aurelia”.

Tutto bloccato, non si procede. Molto caos, in quanto tutti cercano di infilarsi nella strada principale come solo sanno fare a Roma. Mi stanco subito e mi dico.”Tanto vale stare in cosa in autostrada”. Torno indietro e mi ributto in autostrada. Raggiungo la zona dell’incendio orma spento, un breve rallentamento, poi un altro, poi si corre. Ho perso un po’ di tempo e mi chiedo:

Ma se il gestore consiglia di uscire e tutti lo fanno, è ancora un consiglio utile? Oppure sposto tutto il traffico sulla statale (che va in crisi) e chi procede in autostrada, nonostante i warning, in realtà ci guadagna? Come si decide? Forse facendo fare ai pannelli a messaggio variabile il loro lavoro, ma in tempo reale.

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