Quella segnaletica che dà priorità ai ciclisti (tranquilli….é Parigi)

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In molti incroci a Parigi sono stati installati dei cartelli esplicativi che informano i ciclisti di una nuova opportunità: in condizioni di semaforo rosso, in presenza del cartello che vedete qui sopra, i cilcisti sono autorizzati a passare (se vanno in direzione della freccia indicata dal cartello stesso). Devono solo dare precedenza ad eventuali pedoni o al altri utenti.

I teoria serve per incentivare l’uso delle due ruote in città, in pratica é un po’ una “sanatoria” che prendere atto di una situazione diffusa per cui (molti)  ciclisti comunque sono soliti a superare l’incrocio con il rosso, se le condizioni di sicurezza lo permettono.

C’é da dire che non in tutti gli incroci sono equipqggiqti con questi nuovi segnali, per evidenti motivi di sicurezza. Ma é un’interessante innovazione. Buona anche l’idea dei cartelli esplicativi: molti automobilisti fermi “al rosso” ne stanno conoscendo l’intruzione e faranno più attenzione negli incroci.

Curioso vedere come altri Paesi, come l’Italia, preferiscono muoversi in direzione opposta, per esempio vietando in maniera generalizzata alle biciclette di percorrere strade a senso unico contromano (cosa che, dove indicato, é possibile fare in Francia).

 

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Indirizzo Portoghese

  
Sono a Lisbona per un convegno su accessibilità e trasporti (TRANSED), con ricercatori da tutti il mondo. Mi ha colpito il piano della mobilità pedonale di Lisbona: nonostante le 7 colline (decisamente non i 7 colli di Roma), solo il 25% delle strade di Lisbona non sono adatte ad una modalità pedonale perché troppo ripide (per lo meno per anziani, bambini e disabili).

Ma non è di questo che voglio parlare oggi. In clima vacanziero, forse può essere utile una segnalazione su un ristorante. Tra i mille che trovate nel centro storico, io segnalo Faca e Garfo (Rue da Condessa, 2 – Tel 21 346 8068), un piccolo locale che serve i principali piatti della tradizione portoghese: sardine, baccalà, pesce spada.

Il personale è molto accogliente e si sforza di parlare tutte le lingue. Inglese, francese e italiano non sono un problema. Il formaggio di capra che servono come antipasto è una favola e lo consiglio. 

Per il resto il resto fatevi consigliare dal gestore, molto simpatico. Ci sono andato le due sere che sono stato a Lisbona: ho ritrovato altre persone che, come me sono tornate. Che sia una conferma?

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Normandia – Bretagna : giorno cinque

  
Oggi é a proposito di vento. Il giro é un anello attorno a Saint Malo, seguendo la costa (all’andata) e attraverso l’entroterra al ritorno. La prima parte é davvero bella, tra le falesie a strapiombo sulla Manica. Una quarantina di km, facili con qualche sali-scendi, non impegnativi comunque.

Il primo punto interessante é Poine du Grouin, dal quale si vede in lontanza anche le Mont Saint-Michel. I nuvoloni grigi ci girano interno e per qualche miracolo della natura non piove, nonostante le pessime previsioni. O meglio, non piove dove siamo noi.

Continuiamo perché il punto di arrivo é la cittadina di Cancale: la parte più caratteristica é la parte bassa portuale. Cancale é conosciuta per le ostriche, impossibile non assaggiarle qui. Tutti i ristorantini della via principlae che si affaccia sulm mare offrono ostriche, cozze, frutti di mare. Tutti a prezzi molto accessibili (si’, anche i frutti di mare). Se ci passate in orario non di pasto, consiglio dio assaggiare le ostriche banchetti alla sinistra del faro. Ve le aprono e ve le servono in numero di 12 su piattini per ostriche che dovete riportare (attenzione!) a prezzi veramente bassi. Tappa forzata e se siete arrivati qui é probabilmente proprio per questo …

  
Per non farci mancare niente, dopo le ostriche, andiamo per pranzo in uno dei ristorantini per assaggiare le moules, le cozze.

Il vento si alza, le prime onde, i nuvoloni cominciano a farsi densi, il mare ha diverse gradazioni. Qui c’é vento: altro indizio che siamo davvero nella Bretagna “ufficiale”, quella da catalogo. Decidiamo di ripartire, percorrendo le campagne dell’entroterra verso Saint Malo. Avrebbero potuto chiamarla la via delle ortensie: si vi piaciono questi fiori, dovete fare un giro da queste parti, ce ne sono davvero dovunque.

  
Seguiamo il nostro percorso convinti di prendere pioggia, ma ancora una volta siamo fortunati, quasi riuscissimo ad anticipare gli acquazzoni.Rientriamo a Saint Malo e la vista é delle migliori, dalla parte della spiaggia e dei grossi pali di legno che sono stati messi per smorzare le forza delle onde in giornate di forte vento.

  
Dopo quasi una settimana tra Normandia e Bretagna stasera, finalmente, mangero’ le famose galette bretoni … 

 

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