Pionieri della mobilita’





Chi ha immaginato i trasporti parigini ad inizio secolo scorso e stato deriso e sbeffeggiato. Ora la capitale parigina ha un’invidiabile sistema di trasporto collettivo (ma anche molto traffico) 
Qualcuno aveva anche immaginato un’areoporto 
 PS. foto prese dalla mostra temporanea a Paris – Cite’ de l’Architecture – Revoir Paris
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Giusto per saperlo – connected cars e quei dati ….

driving-history

Negli Stati Uniti un istituto di ricerca ha condotto qualche ricerca sul tema connected car, l’auto connessa di cui tanto si parla. Non stiamo parlando della Google Car o di altre auto del futuro. Stiamo parlando di auto disponibili sul mercato, oggi, con “normali” sistemi di navigazione, assistenza, intrattenimento a bordo.

Lo studio ha indagato i maggiori marchi:  BMW, Chrysler, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Jaguar Land Rover, Mazda, Mercedes-Benz, Mitsubishi, Nissan, Porsche, Subaru, Toyota, Volkswagen (con Audi), e Volvo.

Analizzando le oltre 50 unità con funzionalità di comunicazione la ricerca ha evidenziato alcune cose interessanti, a mio avviso:

  • c’é una evidente mancanza di protezione technica dei veicoli dagli hacker (ovvio che se le auto diventano sempre più simili a computer, i rischi sicurezza aumentano): i costruttori non fanno probabilmente abbastanza, e senz’altro non in modo coordinato. Questo approccio sembra confermare la sensazione che  molte di queste funzionalità avanzate sono offerte più in chiave marketing (della serie: “Intanto vendiamo, poi vedremo…”);
  •  i consumatori non sono informati del fatto che queste auto collezionano un sacco di dati (ancora, ovvio, sono computer…) che spesso vengono “passati” (venduti?) a società terze che possono capire abitudini, profile, comportamenti dei conducenti;
  • 12 costruttori confermano di tenere traccia dei perocrsi effettuati dal veicolo (e per 8 di essi le informazioni vengono inviate e conservate nei loro server).

Non é la solita cosa della privacy bla bla bla: i nostri telefonini fanno lo stesso probabilmente. Ma forse,

  1. é opportuno saperlo (magari chiedendo qualcosa in più al concessionrio);
  2. occorrebbe correre ai riparti (legislazione) se non per la privacy, quanto meno per la security. Fare dell’hacking su un’auto potrebbe voler dire: aprire le porte in remoto; cambiare i limiti di velocità sul display del navigatore; modificare i sensori di freno …. insomma, non poca roba ….

Vuoi  leggere tutto il report (é breve….). Lo trovi qui 

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