Bikesharing per utenti con reddito a 6 cifre?

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Il bikesharing si sta diffondendo. E questa non é una notizia. Anche negli USA, “auto-dipendenti”,  é un servizio che sta conquistando interesse, attenzione, favore: tanto che anche i ricercatori cominciano a raccogliere i primi dati e capire chi sta trainando la domanda.

Non é un fatto solo di business model e di rendere un servizio profittevole: molto spesso iniziative di questo tipio rispondono a specifiche esigenze di politiche pubbliche (ridurre il numero delle autpo private; alleggerire l’impatto sulle infrastrutture; favorire uno stile di vita meno sedentario; etc.). In questa prospettiva, é opportuno capire chi usa il servizio: in Washington DC, per esempio, si stanno accorgendo che il numero degli utenti con reddito a sei cifre (oltre i 100.000 USD reddito annuale), sta significativamente aumentando.

Indicazioni di questo tipo lasciano qualche interrogativo in termini di politiche pubbliche:

  • é corretto offrire soluzioni che probabilmente pesano sulle casse pubbliche se ci si accorge che i maggiori  fruitori hanno capacità di reddito?
  • é auspicabile introdurre tariffe variabili (oppre tariffe a costo effettivo di servizio con una serie di agevolazioni per specifici gruppi di utenti)?
  • come rendere accessibile il servizio a fasce di popolazione meno agiate? IL fattore technologio (pagamenti via smart card) puo’ rappresentare un limite?
  • come integrare il bikesharing con utenze che non abitano nei centri, aree nelle quali é più facile promuovere servizi di bikesharing?
  • Dinamiche simili si verificano anche nei modelli di car sharing, economicamente molto più impegnativi, soprattutto nella fase di start-up?

Come si intuisce, per avviare serie politiche di bike-sharing non basta un buon numero di bicilette e di stallui: occorre ragionare in termini più ampi.

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Volo cancellato: “Motivi tecnici”. Che fare?

Puo’ succedere. Le compagnie non sono quasi mai trasparenti e disponibili a spiegare perché un volo viene, all’ultimo memento cancellato. E’ capitato me, ieri pomeriggio a Torino, con volo in partenza per Parigi.

Che fare in questi casi? Alcuni suggerimenti imparati a mie spese ieri:

  • inutile maledire gli operatori al desk: ne sanno come voi, ricevono una informazione e ve la girano;
  • di solito al gate di riferimento vi invitato ad andare in biglietteria, dove cercheranno di “riposizionarvi”;
  • non perdete tempo a cercare di capire “perché” con gli operatori del gate: li’ non risolveranno il vostro problema;
  • cercate di essere i più veloci possibili, uscite dall’area partenze, raggiungete la zona arrivi, uscite e recatevi alla biglietteria dell’operatore: prima arrivate, più opzioni di viaggio avrete; ieri ero il terzo e avevo almeno due opzioni sulle quel poter scegliere, la persona dopo di me una di quelle opzioni l’aveva già persa;
  • Se avete imbarcato il bagaglio non potete farlo (dovete prima recuperare il babaglio da stiva agli “arrivi”), ma se siete in due, uno dei due é meglio che si rechi in biglietteria;
  • ancora, agitarvi con gli operatori non aiuta: non é colpa loro, fanno del loro meglio e più siete calmi, più probabilmente cercaranno di offrirvi soluzioni;
  • Casi come questi sono regolati da normative europee e, qualora dobbiate ripartire il giorno dopo (da Torino, come immaginate non ci sono poi molti voli per Parigi con uno stesso operatore, come immaginate) vi deve essere offerta una sistemazione alberghiera (chiedetela). Una breve descrizione dei vostri diritti é elencata qui.

Spero non vi capiti mai, ma se vi capita forse qualcuno di questi suggerimenti puo’ esservi utile.

 

Buon viaggio

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Leap, il pendolarismo ripensato

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Questo fa LEAP, società di trasporti collettivi (non chiamateli trasporti pubblici)  che opera su San Francisco: ripensare il modo in cui i pendolari viaggiano, offrendo connessione internet, aree di lavoro, caffee a bordo.

Insomma, un altro modo di viaggiare.

“You will love our bus”

Un design ripensato, un mare di servizi (caffe, cibo) e la dimensione sociale, sempre di più ricercata negli spostamenti casa-lavoro. La solita app per prenotare il tuo posto e per monitorare la posizione del bus  anche un box per segnalare il percorso che la compagnia dovrebbe aprire.

Insomma, un qualcosa che potrebbe attirare molti pendolari e creare addizionale domanda di veicoli di questo tipo, riducendo contemporaneamente il numero dei veicoli privati.

Cosi’, giusto per dare qualche idea…..

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