Uber chiude UberPOP in Francia

David Plouffe explains Uber ratings with Matt Frei

A conferma di quanto scrivevo ieri, oggi UBER in Francia decide di chiudere UBERPOP, rimuovendo dalla app la possibilità di usare questa opzione. O meglio, lo farà da questa sera alle 20:00.
Nel comunicato inviato agli iscritti UBER (chi ha scaricato l’applicazione e creato un profilo) ne spiega il motivo, principalmente il rischio per conducenti e passeggeri a seguito delle violente dimostrazioni di giovedi’ scorso. Allo stesso tempo, pero’, UBER annuncia un ricorso al “Conseil constitutionnel”, atteso per il 30 Settembre prossimo.

Due numeri:

  • 10.000 i conducenti UBERPOP in Francia (Parigi, Bordeaux, Lione), persone che “arrotondavano a fine mese” garantendo una ulteriore offerta di mobilità nelle più grandi città di Francia (quelle con più domanda di trasporto)
  • 500.000 i francesi che hanno usato UBERPOP negli scorsi mesi

E la mossa finale:

UBER lancia la campagna #UberEtMoi, chidendo il sostegno al pubblico generale per continuare ad offrire un servizio di mobilità “libero e semplice”

… ora sono curioso …

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UBER, UBER-POP, taxi: qualche idea dopo la ‘battaglia di Parigi’

La ‘battaglia di Parigi’ della settimana scorsa, lo sciopero dei tassisti contro UBER non è una bella cosa. Non solo per i toni della protesta (auto rovesciate, copertoni presi a fuoco, vetri di auto frantumati) e per il disagio nei confronti degli utenti. Soprattutto, perché sembra dimostrare una certa difficiltà a sposare le opportunità e i vantaggi che innovazione e technolgia possono portare, a tutti, operatori tradizionali, nuovi e utenti dei servizi.

Probabilmente le proteste aiuteranno i taxisti nel breve periodo (i politici francesi hanno preso dei provvedimenti contro UBER POO e DJUMP, servizio simile), ma alla fine credo che servano più di pubblicità per i servizi simil-UBER.

Del resto il consumatore chiede comfort (prenoto e pago con l’app), trasparenza (“che giro mi fai fare?”), qualità (che macchina usi? che servizi a bordo?).

Nel mirino dei tassisti UBER-POP, un servizio per cui praticamente chiunque ha l’app di UBER, puo’ trasportare passeggerri dietro compenso (più basso ripetto ad un taxi). Confesso che non ho soluzioni, ma qualche idea me lo sono fatta:

  • UBER potrebbe rendere i criteri di reclutamento dei “driver” più rigidi (auto nuove; situazione della patente corretta, senza perdita di punti; limite settimanale/mensile di corse e relativi intruito: non deve essere una attività commerciale)
  • fin che rimane cosi’, ci penserei due a volte a dire alla mia famiglia “prendi UBER POP”….. troppo poche garanzie su chi é alla guida…meglio pagare di più, ma investire in sicurezza;
  • c’é lavoro per tutti, soprattutto nelle grandi città: se la gente si abitua a prendere servizi simil-UBER é più probabile che prenda anche più taxi in futuro;
  • ci sono operatori piuttosto trasparenti: é BlaBlaCar che fissa il prezzo della corsa (chi offre un passaggio, puo’ variarlo fino ad una certa percentuale), che corrisponde ad una quota di recupero delle spese. E’ una buona pratica per far si’ che chi usa BlaBlaCar ottenga solo un contributo per coprire le spese di viaggio e non invece una fonte di reddito.

Qaundo nuovi settori entrano su un mercato altamente regolato come quello della mobilità mettono sotto pression gli operatori tradizionali. Ma se attuano delle forme di autoregolamentazione e trasparenza possono ottenere sostegno da parte della pubblico, aspetto essenziale per limitare l’intervento normativo. Che, il più delle volte, finisce per comprimere i benefici dell’innovazione e favorisce operatori che lavorano in condizione di monopolio.

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L’EXPO e il “passante”

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“Buon giorno dovrei andare all’EXPO: sa dirmi per cortesia quali opzioni ci sono?”

“C’é la navetta, ma appena partita: la prossima é tra 50 minuti”

“Alternative”?

“Puo’ prendere il 73 e poi il Passante”

“Scusi, cosé il Passante”

Si danno spesso per scontate informazioni che per gli estranei non sono automatiche. La signorina all’areoprto di Milano Linate che mi ha invitato a prendere il “Passate” dava per scontato che io sapessi che si riferiva ad un treno locale che da Milano porta i visitatori in Fiera. Per me, poteva essere un ponte, una bretella, una forma di collegamento, ma non necessariamente un treno.

Ad ogni modo, se potete andate all’EXPO, é una esperienza davvero impressionante. Ci si arriva, da Linate, con un autobus (“LIN”, no, non era poi nemmeno il 73 come mi ha suggerito la signorina) che porta (10-15 minuti) alla stazione Milano-Porta Vittoria e da li’ tutti i treni che passano dal binario 1 fermano a lla stazione di Rho (sede dell’EXPO) in 25 minuti. Costo totale, 2,5 euro, contr il 55 fissi di un servizio taxi (di sera circa 50minuti).

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