Salone di Ginevra: all’auto si vuole ancora bene

Secondo giro al Salone di Ginevra, a conclusione dello IAMF-International Advanced Mobility Forum al quale ho partecipato. Una rettifica e una (ulteriore) considerazione.
La rettifica. Ieri dicevo che al Salone c’era poca sicurezza e tutto era orientato alla sostenibilità ecologica dei veicoli. Confermo. Ma oltre a Toyota un’altra casa ha puntato a mettere in evidenza le performance di sicurezza dei veicoli esposti: Volvo. La casa svedese, infatti, ha messo in bella mostra il suo “pedestrian detector”, un dispositivo simile ad un radar che invia un warning al conducente quando si accorge che nelle vicinanze c’è un soggetto in movimento che potrebbe entrare nella direzione di marcia del veicolo. Se il conducente ignora l’avviso sonoro, può addirittura intervenire sull’impianto frenante in automatico. Non ho potuto vederlo in azione, nè chiede maggiori spiegazioni, ma il dispositivo è interessante: da capire però come funziona realmente e come vengono classificati i pedoni da altri soggetti(oggetti in movimento.
La considerazione. Ho visto entusiasmo intorno all’auto. Non solo giovani attratti dai veicoli sportivi, non solo esperti del settore attratti dai veicoli a zero emissioni, non solo manager in cerca della nuova auto-immagine. Ho visto famiglie intere provare a salire nella auto, verificare la capienza del bagagliaio, sperimentare la facilità di rimozione dei sedili. Ho visto sorrisi, curiosità, stupore, incredulità. L’auto ci serve, ogni giorno, che ne dicano i teorici di un mondo senza auto. E’ un oggetto del desiderio, che teniamo con cura e con rispetto. Il clima di festa intorno alle auto che si respira al Salone è davvero particolare. Consiglio a tutti la visita di un salone dell’Auto, soprattutto se prestigioso come quello di Ginevra.
W l’auto, allora, soprattutto se scelta, utilizzata e mantenuta in modo sostenibile.

