Microcar: condivido, Signor Ministro, ma….
In questi giorni non si parla che di minicar. I due incidenti mortali ravvicinati avvenuti in settimana a Roma hanno riportato sotto gli occhi di tutti la pericolosità di questi mezzi. Tanto che ora fanno tutti a gara per proporre modifiche legislative (ma tranquilli, tra qualche giorno il problema sarà dimenticato).
Il Ministro Matteoli, ha commentato: “Non resto insensibile alle tragedie ma non si può neppure scrivere una legge tutte le volte che avviene un incidente”.
Ma per evitare questo c’è solo un percorso: agire in modo preventivo. Che vuol dire realizzare un sistema coerente che fa di tutto per evitare incidenti. OK, sono teorico. Allora provo a citare alcuni esempi “preventivi”:
1) politica: introdurre un esame pratico per la guida di questi veicoli: lo so, ora lo dicono tutti. La norma c’è da due anni e mezzo in Parlamento (il famoso testo unico sulla sicurezza) ma non sembra voler essere approvata (..a proposito di efficienza della politica);
2) istituzioni: informare le famiglie dei rischi che questi (costosi….si può arrivare oltre i 10.000 euro) veicoli possono arrecare ai ragazzi che li guidano;
3) comuni e polizia locale: pianificare una politica di controllo rigoroso su possibili modifiche applicate alle microcar così da aumentarne la velocià;
4) media: approfondire ed indagare questo fenomeno non subito dopo un incidente mortale, ma in modo più distaccato, pur sapendo che magari fa più notizia l’incidente:
5) costruttori: investire maggiormente in tecnologia e ricerca, introducendo economie di scala e realizzando mezzi più sicuri di quelli attuali (pur omologati….);
6) educatori: parlare con i ragazzi ed educarli alla legalità, e al rispetto delle regole, facendo loro capire il reale significato dei divieti (in due è pericoloso; le microcar non sono progettate per correre a 70 km/h; nella guida occorre rispettare dei comportamenti a rischio, ecc.)
Possiamo anche continuare, ma mi fermo. Sono convinto che chi guida ha senz’altro delle responsabilità, ma è troppo facile attribuire agli adolescenti le conseguenze di errori rispetto ai quali loro non hanno colpe. Perchè altri non sono intervenuti, o sono intervenuti male.

