Le lezioni ambientali di New York

Sto leggendo Green Metropolis di David Owen, un giornalista americano. Il sottotitolo pone un quesito che è alla base del libro: “la città è più ecologica della campagna?”.
ovviamente il libro sostiene di sì, ma di questo farò un post specifico quando avrò finito di leggerlo. Per ora volevo segnalare qualche considerazione sul perchè una città come New York potrebbe essere ambientalmente più efficiente di chi vive in campagna in mezzo alla natura. Le segnalo anche perchè sono state parte delle motivazioni per cui mi hanno spinto a cambiare casa e trasferirmi a Roma. Ecco tre percorsi che, se applicati contemporaneamente, possono contribuire, oltre che a rendere più “ecologica” la vita in città rispetto alla campagna, anche a migliorare la nostra qualità di vita:
1. Abitare case più piccole. Chi sta in città, spesso per motivi di budget e di costo degli affitti deve necessariamente ridurre la dimensione degli appartamenti o delle case. Questo vuol dire minori esigenze di energia per riscaldare e illuminare la casa, come per esempio scegliendo il riscaldamento a pavimento, l'uso di lampade e illuminazioni a basso consumo e lo sfruttamento di risorse energetiche comuni con benefici anche in termini economici: in prospettiva, con costi dell’energia che tenderanno ad aumentare, non è cosa da poco.
2. Vivere più vicini. Al lavoro, alla scuola dei bambini, agli acquisti, alle offerte del tempo libero. E’ un bel vantaggio, non solo in termini di stress, di tempo buttato, di energia (e carburante) sprecato in modo sistematico, ma anche in termini economici.
3. Usare meno l’automobile. In città, anche se non sempre e anche se non in tute le città, si può. C’è un’offerta di mezzi pubblici che consentono spostamenti che nelle città della prima e seconda cerchia non si possono offrire (per motivi di economicità prevalentemente). In questi ultimi casi, si deve prendere l’auto spesso anche per andare a comprare il latte o il pane.
Tutto questo non è facile, lo so. Ma si può fare.

