Ho letto un post tratto da questo sito di cellulari in merito ad un evento sulla sicurezza stradale promosso questa mattina dalla Fondazione ANIA. Riporto integralmente il testo:
“La guida distratta non e’ un fenomeno solo italiano, “ma nel nostro Paese e’ ben radicato. Pensate che il 25-30% di tutti gli incidenti, oggi, sono provocati da sms, cellulari alla mano durante la guida, sigarette.
Addirittura ho visto con i miei occhi gente chattare con il computer sulle gambe durante la pausa al semaforo”. E’ la denuncia lanciata dal presidente della Fondazione Ania per la sicurezza stradale, Sandro Salvati, a margine del convegno ‘Sicurezza stradale e giustizia’, promosso oggi presso il Palazzo di Giustizia di Roma.
“Come Fondazione Ania apriamo questa nuova frontiera mettendo a punto una potente campagna mediatica che presenteremo il 6 luglio e che durera’ mesi. Un messaggio forte ed immagini severe perche’ – prosegue Salvati – la strada non e’ una Playstation e non c’e’ il bottone del rewind. Il messaggio della campagna sara’ ‘quando guidi pensa a guidare’”.
Ho inserito un commento, che voglio riportare qui.
“Altra campagna sulla sicurezza della Fondazione ANIA, espressione delle compagnie assicurative, che da anni impegna ingenti risorse economiche sulla sicurezza stradale. Tra l’altro le “campagne mediatiche” costano parecchio. Onore all’ANIA, anche se come automobilista preferirei un maggiore impegno nel contrasto a quelle rigidità (es. frodi) che impediscono ai premi assicurativi di scendere, nonostante a livello individuale magari non facciamo incidenti (e miglioriamo la classe di merito) e a livello generale assistiamo ad una riduzione degli incidenti stradali più gravi?
Non è un controsenso? D’altronde è questo lo specifico dell’ANIA….”