Google Traffic: finalmente gli utenti potranno creare un sistema di infomobilità locale
Da qualche settimana su Google Maps è disponibile una nuova funzione particolarmente interessante per chi vive in città o in aree congestionate: è la funzione Traffic, che potete trovare accanto alle tradizionali voci “mappa”, “satellite”, “earth”.
Se la cliccate permette di conoscere, in tempo reale, la situazione del traffico in un determinato percorso: le indicazioni verde, giallo, rosso e nero credo parlino da sole. Descrivono i livelli di traffico presenti al momento. A titolo di esempio, ho appena selezionato un’area di Roma nella quale potete vedere alcune strade trafficate in cui si scorre lentamente (Via Ostiense dalla MEtro Marconi verso Nord), ed altre dove invece la situazione è più tranquilla (la stessa Via Ostiense verso Sud, oppure Via Marconi).
E’ uno straordinario sistema di infomobilità locale, quelli che ancora sono poco presenti nel nostro Paese per una serie di problematiche e di costi di gestione legati alla presenza di infrastrutture in grado di rilevare i flussi veicolari su una determinata rete.
L’idea di sfruttare i telefonini, essendo piuttosto banale vista la loro diffusione, non è nuova. In mancanza di infrastrutture dedicate (paline che rilevano i flussi di traffico; sistemi di rilevazione della flotta del TPL tramite GPS; ecc.), in passato già era stato proposto di utilizzare i segnali GPS dei telefonini ma i gestori telefonici avevano sempre messo sul tavolo (oltre che richieste economiche, immagino), anche questioni di privacy.
Come ha fatto Google? Puntando sulla collaborazione con alcune aziende specializzate, ma anche -ed è questa la vera novità- sugli utenti della strada: lasciando acceso il nostro cellulare (mi raccomando con traffico dati in tariffa flat) su Google Mobile possiamo inviare un segnale che, sommato a quello di altri utenti, può dare una importante informazione a tutti, in particolare a chi sta muovendo (la cosa è in realtà più complessa, ma il concetto è questo). Se, dall’ufficio, prima di partire mi rendo conto che il mio solito itinerario è congestionato (colore rosso o nero), posso programmarne uno diverso, forse più lungo, ma più scorrevole.
Il primo allarme è la privacy: era già successo con Google Street View. Credo che molti aspetti di privacy siano sopravvalutati. Siamo sempre più spesso abituati ad “aggiornare il nostro profilo” o il nostro “stato” nei vari social network; usiamo sempre più frequentemente moneta economica, piuttosto che le banconote; per evitare la fila, scegliamo il Telepass; oppure scattiamo fotografie con la geolocalizzazione.
Google Traffic, può fare del bene alla mobilità. Dipende solo da noi. Sweatch On!

