Controcorrente

Le chiamano, o meglio le chiameranno, “naked streets” e sono un tentativo di alcune amministrazioni inglesi per ridurre gli incidenti e favorire un nuovo modello di mobilità.
Proposta ambiziosa e, per lo meno a prima vista, piuttosto rischiosa. Per lo meno azzardata. In sostanza, l’idea è quella di eliminare il più possibile segnaletica orizzontale (strisce bianche) e verticale (semafori) in alcuni casi anche marciapiedi in modo che gli utenti della strada trovino un maggiore equilibrio ed un reciproco rispetto.
La sperimentazione dovrebbe partire in un quartiere centrale di Londra (Mayfair), ad Edimburgo (Princes Street), a Ilfrancombe (in un quartiere periferico) e sul lungomare di Devon.
Il principio di fondo è questo: gli automobilisti guideranno molto più prudentemente se saranno essi stessi a valutare e giudicare le situazioni di traffico (priorità, precedenze, presenza di altri utenti della strada), piuttosto che seguire indicazioni di segnali stradali che in molte situazioni non sembrano coerenti.
Se volete è un po’ il principio di fondo delle rotonde (anche se in questo caso esistono delle regole di precedenza), che hanno responsabilizzato gli automobilisti puntando sul concetto di cooperazione (ti lascio passare/mi lasci passare).
Il concetto della vigilanza attiva potrebbe aumentare l’attenzione alle intersezioni e ridurre così gli incidenti nelle aree urbane.
Una bella sfida che richiede un livello di maturità degli automobilisti particolarmente alta. La seguirò con interesse.
Mobility For All


L’iniziativa è molto interessante e merita di essere seguita. La cooperazione nella reciproca mobilità è una caratteristica che sarebbe (!) innata nelle persone (basti vedere l’autoregolazione spontanea dei flussi pedonali), ma purtroppo viene poi interpretata in base alle caratteristiche culturali e caratteriali delle persone del posto.
In altre parole, credo che una iniziativa del genere possa produrre i suoi effetti (positivi) in Paesi con alto senso civico e rispetto del prossimo. In Italia avrei qualche dubbio… ma sarebbe interessante provarlo.
Personalmente, trovo un po’ più efficaci interventi di traffic calming infrastrutturali (es. rialzi o restringimenti della carreggiata in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, ecc.).
E’ il famoso “paradosso di Monderman”, esperto del traffico olandese: occorre rendere le strade più pericolose per aumentarne la sicurezza, stimolando una maggior responsabilizzazione degli utenti della strada. Certo lui l’ha applicato in un piccolo paesino olandese. Sono d’accordo con te che in realtà ad altissima motorizzazione come quelle italiane servono altri interventi. E’ anche vero, comunque, che la “moda” delle rotonde (al di là delle precedenze) si basa proprio sulla cooperazione tra automobilisti. Curioso, se pensiamo che non c’è stata, di fatto, nessuna forma di informazione su come funzionano e su quali sono i corretti comportamenti da tenere.