La riduzione di Co2 nei veicoli passeggeri
Ci avvicianiamo all’autunno e a quelle misure che probabilmente molte amministrazioni prenderanno con l’obiettivo dichiarato di migliorare la qualità dell’aria (targe alterne; blocchi; ecc.). Ma davvero le auto sono così dannose per l’ambiente? E’ possibile che anche il settore automobilistico (e di conseguenza anche noi automobilisti) riesca a contribuire a ridurre le emissioni?
McKinsey & Co. ha recentemente pubblicato un rapporto nel quale si prevede una possibile riduzione della CO2 prodotta dalla circolazione dei veicoli privati.
Il rapporto si basa su uno studio condotto a livello globale per 18 mesi. Le principali linee guida sono le seguenti:
- nonostante un aumento del parco circolante dagli attuali 730 milioni di veicoli attuali ai previsti 1,3 mil entro il 2030, la riduzione della CO2 potrebbe ridursi del 47% se verranno attuate politiche per la mobilità integrate;
- circa metà della riduzione potenziale di CO2 da oggi al 2020 deriverà dal maggior utilizzo del biofuel, da un cambiamento degli stili di guida (ecodriving), da politiche di fluidificazione del traffico e dallo spostamento modale verso treni e TPL;
- considerando un arco temporale più lungo (fino al 2030), il 72% delle riduzioni deriveranno da miglioramenti di efficienza nei combustibili (es. combustione interna, motori ibridi, tecnologia elettrica);
- nel lungo periodo i veicoli elettrici (EVs) potranno contribuire all’abbattimento dei gas, ma solo nella misura in cui si abbatteranno le emissioni in sede di produzioen dell’energia elettrica.
Per chi fosse interessato, questo è il rapporto rapporto (in inglese).
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