Tajani, autostrade e sicurezza stradale

P1010296Oltre che di infrastrutture a Riva del Garda si è parlato anche di sicurezza stradale oggi. L’intervento del Commissario Tajani, ha permesso di ricordare gli ambizioni traguardi di riduzione in cui l’Italia è impegnata: -50% entro il 2010. L’Italia non è messa peggio di altri Paesi. Ha ricordato anche che “secondo le cifre diffuse dall’Istat nel 2008 si è avuto un calo dell’8% nel numero dei morti rispetto al 2007“, (in linea con il trend Ue).
Al di là di questi numeri, di cui aspettiamo elementi più precisi, non essendo stati ancora resi pubblici da ISTAT, volevo fare un’altra considerazione rispetto ad altre affermazioni che ho sentito oggi.

Nei loro interventi al convegno di questa mattina, Polizia di Stato e AISCAT ricordavano come l’obiettivo del 50% sia sostanzialmente già raggiunto nella rete autostradale. E ci mancherebbe, dico io! Se nemmeno in quel tipo di infrastruttura l’avessimo raggiunto, sarebbe stato particolarmente grave.

Provate a pensare alle condizioni del tutto particolari che che si verificano in autostrada:

  1. rete chiusa (niente incroci, solo i caselli, le aree di sosta e le entrate/uscite) e a velocità sostanzialmente omogenee;
  2. rete a pagamento ….essendoci risorse continue -probabilmente crescenti-, c’è ovviamente maggiore possibilità di investire in manutenzione e in sicurezza;
  3. rete dove è possibile introdurre forme di supporto tecnologico (pensate al tutor; i pannelli a messaggio variabile; l’asfalto drenante; la segnaletica anti-nebbia…);
  4. rete dove c’è un solo corpo di polizia responsabile per i controlli (Polizia Stradale), tra l’altro in maniera piuttosto massiccia se confrontata con le pattuglie presenti nella rete extraurbana (andate a verificare il numero di pattuglie impiegate quotidianamente in autostrada rispetto alle pattuglie impiegate nella rete extraurbana);
  5. maggiore omogeneità di traffico (trasporto merci normalmente nella corsia più a destra, autovetture nelle altre) e assenza di utenze deboli.

Tutte condizioni (probabilmente ce ne sono anche altre….) molto più difficili da trovare nella rete extraurbana e nelle strade urbane (dove infatti si verificano più del 70% degli incidenti). L’unico elemento di rischio che permane sono le alte velocità (che in caso di incidente sono spesso fatali): ma, anche qui, la progressiva diffusione del tutor, contribuirà a rallentarle.

Ci aspettavamo, quindi, che in autostrada si raggiungesse il -50% di morti per incidente stradale. Giusto lodare l’impegno dei gestori, quindi, ma onestamente, mi sembra ci siano condizioni di partenza particolarmente favorevoli che impioneano il raggiungimento dell’obiettivo con un certo anticipo.  E poi anche gli automobilisti ci hanno messo del loro, modificando abitudini consolidate, legate all’alta velocità. Per fortuna!

Mobility For All

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About luca pascotto

1971. Marito, padre, curioso della rete. Viaggio, da solo e con la famiglia. Per lavoro e per piacere. Viaggio anche da fermo....Osservo, condivido e, qualche volta, scrivo.

27. ottobre 2009 by luca pascotto
Categories: A tutela del consumatore, Auto, Infrastrutture, Sicurezza stradale | Tags: , , , , , | Leave a comment

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