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Il Blog di Luca Pascotto
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Safety in numbers

Biciclette a Copenhagen


Girare in bicicletta è più pericoloso che viaggiare a bordo di un’automobile. Si parla in fatti, di utenti della strada più deboli. Ma è davvero così? Forse ad Amsterdam ed in Olanda sono matti? Evidentemente no, considerato che i livelli di sicurezza urbana delle città olandesi sono significativamente migliori delle città italiane.
E’ vero piuttosto che in Olanda, a Copenhagen, a Stoccolma, ma anche a a Lubiana, a Trento, a Ferrara e in molte altre realtà un automobilista si aspetta di trovare una bicicletta, quindi è più attento. E’ il concetto di Safety in numbers:

più bici circolano più lo spostamento in bici è sicuro, perché l’auto si aspetta la presenza dei ciclisti solo quando ce ne sono tanti.

L’aumento dei ciclisti, della loro visibilità , comporta una modifica nel regime del traffico. Di conseguenza, se aumentano i ciclisti cresce anche la sicurezza dei non ciclisti. Se a questo aggiungiamo delle infrastrutture (leggi piste ciclabili), degli strumenti di riduzione delle velocità tra i veicoli (leggi “zone 30″) e degli interventi formativi di mobilità sostenibile (leggi educazione stradale nelle scuole), ritengo che avremmo fatto un bel passo in avanti per rendere sicura la mobilità in bicicletta. Più persone sarebbero invogliate ad utilizzare negli spostamenti brevi la bicicletta e gli spostamenti sarebbero più sicuri di quanto non lo sono ora: è il principio del “safety in numbers”.

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Trenitalia, Leonardo Express e Termini: non è cambiato niente…

Sono tornato alla stazione Termini, dopo due mesi, la settimana scorsa. Ho preso qualche giorno di ferie e sono tornato a casa, scollegato per 5 giorni da internet (e tutto sommato mi ha fatto bene). Sono partito giovedì sera da Fiumicino (21.40) per Venezia con Alitalia (sorpresa ha prezzi più bassi della Frecciarossa e anche di Easyjet). Approfitto del volo in tarda serata per lavorare fino al tardo pomeriggio: so che i treni per l’aeroporto partono alle xx.22 e xx.52 di ogni ora, quindi sono abbastanza tranquillo. L’ufficio è proprio di fronte alla stazione Termini. Alle 19.00 mi reco in stazione, faccio il biglietto e sento dagli altoparlanti i soliti messaggi che, dopo il trasloco su Roma avevo in parte rimosso: “…ci scusiamo per il disagio”. Si riferivano alla tratta Roma-Velletri (quella che usavo io), ad un’altra tratta di cui non ricordo. Penso che in fondo non è cambiato niente e che davvero i treni locali sono allo sbando. E con la manovra annunciata e i tagli praticamente sicuri sul trasporto locale, le cose purtroppo peggioreranno. Con un brutto pensiero mi dico “Tanto ormai non mi riguarda…”. Ma….
Ma non finisce qui. Un’altra linea bloccata è la Roma-Civitavecchia, quindi anche i Leonardo Express non partono. Possibile? Nessuno sa niente? Treno delle 18.52 prima rimandato alle 19.15, poi soppresso. Treno delle 19.22 soppresso. Treno delle 19.52 forse parte, ma non si sa. Bisogna aspettare l’annuncio, ci viene detto dall’operatore al binario. Che sa meno dei passeggeri. Ma come, qui c’è gente che perde un aereo, che mette a repentaglio le ferie. Possibile che una linea rimanga interrotta per oltre due ore e non si riesca nemmeno ad organizzare un pulmann sostitutivo per quei passeggeri disperati ermi sulla banchina? Mi do un tempo limite: se non parte il prossimo treno, cerco altri passeggeri per condividere le spese di un taxi, sperando che il traffico di Roma non aggiunga al danno la beffa.
Finalmente annunciano la partenza del treno delle 19.52. Arriva in orario, ma molti passeggeri sono in ritardo comunque. Molti non lo sanno che perderanno 10 minuti a scendere da un treno che consente a mezza persona alla volta (sì, prima la persona, poi il suo bagaglio) di scendere i tre scalini e passare per quella porta tanto stretta. Poi via di corsa, sperando in un ritardo del volo. Io sono in orario, o meglio arrivo al check in 50 minuti prima della partenza. Ma avrei dovuto arrivarci due ore prima….Trenitalia, tutto normale?

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Percezione e realtà….

Dalla stampa di oggi segnalo queste dichiarazioni.

Tra il 2005 e il 2009 il prezzo medio dell’RC auto in termini reali ossia al netto dell’inflazione (pari nel periodo al 10,4%) è diminuito di oltre il 20% (Fabio Cerchiai, Presidente ANIA)

Onestamente non ce ne siamo accorti, forse dovremmo ringraziare le compagnie assicurative. L’importo scritto sul premio è aumentato costantemente anche per i conducenti virtuosi, quelli che non commettono incidenti e che si aspetterebbero riduzioni del premio. Tra l’altro all’inizio dell’anno la stessa ANIA ha preannunciato un aumento per l’anno in corso.

Da quando partirà l’educazione stradale a scuola? Dall’anno accademico 2011-2012 (Mario Valducci, Presidente Commissione Trasporti alla Camera)

Veramente l’educazione stradale è già obbligatoria da parecchi anni (art.230 CdS). Altra cosa è che si faccia male o non si faccia addirittura. Ma non basta una norma affichè automaticamente nelle scuole venga impartita. I problemi da risolvere sono altri e, con tutta onestà, non si può dire che dall’anno scolastico 2011-12 verrà introdotta l’educazione stradale nelle scuole. Dovrebbe saperlo, Onorevole. Alla sicurezza stradale non servono annunci.

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Fubi: la bicicletta (pieghevole) che viene dalla Svezia

Vista così non dice niente. Niente di quello che in realtà è. Nel senso che Fubi è una normalissima bicicletta, ma che racchiude i vantaggi di una folder bike (le bici pieghevoli) con quelle di una normale bicicletta (ruote e telaio standard).
Stanco di vedersi rubare la sua bicicletta, Ulf Laxström ha deciso di realizzare la quadratura del cerchio: una bicicletta facilmente scomponibile, da tenere in auto o in ufficio, ma con telaio standard. Effettivamente c’è riuscito, anche se le operazioni non sono onestamente così semplici vome piegare una Dahon o una Brompton. Tra l’altro serve avere con sè qualche attrezzo di fissaggio. Ma una volta montata, la pedalata è quella di una vera bicicletta e quindi si fa meno fatica. Il video qui sotto (2min 50sec) descrive abbastanza chiaramente la caratteristiche ed i vantaggi della Fuba. Vi interessa?
Questo è il sito di riferimento (in finlandese, svedese ed inglese)

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Le “zona 30″ e i ciclopicnic


Segnalo da Roma questi appuntamenti estivi che integrano condivisione e richieste di interventi per dare spazio a tutti gli utenti della strada. Le “zone 30″, infatti, sono interventi di moderazione del traffico applicati soprattutto nelle zone residenziali e in prossimità di scuole o ospedali, per ridurre la velocità dei veicoli e rendere più sicuri gli spostamenti di biciclette e pedoni.
L’appuntamento, per chi è di Roma o anche per chi ci passasse in vacanza ogni Mercoledì dalle 20.30 in poi sulla terrazza del Pincio.

Altre info qui

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