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Il Blog di Luca Pascotto
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Nuova Giulietta: bella e sicura

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Oggi, EuroNCAP ho diffuso i risultati di un nuovo ciclo di crash-test: per la prima volta le Informazioni sono disponibili anche in olandese e francese, lingue che renderanno più facile l’accesso al sito per circa 90 milioni di persone in Belgio, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svizzera. A queste due nuove lingue si aggiungeranno presto anche il catalano, il tedesco, l’italiano, il polacco, lo spagnolo e lo svedese. Questo primo gruppo di lingue è stato scelto a causa dell’ampio mercato dell’auto in questi paesi e della vasta clientela che acquista automobili.
Tre dunque i veicoli sottoposti a test: la BMW Serie 5, l’Alfa Romeo Giulietta, la Mazda CX-7
Di queste tre vetture, la BMW Serie 5 ha ottenuto il migliore risultato nella protezione dei pedoni con un notevole 78%. L’autovettura ha un cofano attivo che si solleva quando investe un pedone, creando più spazio per assorbire l’energia che di solito provoca una lesione. La BMW Serie 5 ha ottenuto anche il 100% nel Safety Assist, dato che la vettura ha il controllo elettronico della stabilità di serie, segnalatori della cintura di sicurezza nei sedili anteriori e posteriori, ed anche un dispositivo di limitazione della velocità.
Anche la nostra Giulietta si è comportata bene raggiungendo oltre che le 5 stelle, raggiungendo un 97% di protezione occupanti ed un 85% di protezione per i bambini correttamente assicurati. In particolare, è dotata di un sedile reattivo e di un poggiatesta che offrono una buona protezione. L’ho vista al salone di Ginevra quando è stata ufficialmente presentata al pubblico: effettivamente è un’auto bella e affascinante. Ora anche sicura…..
Maggiori informazioni sul sito EuroNCAP.

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Consumatori di mobilità

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E’ una novità assoluta la MOBILITY CARD che da domani 31 maggio entrerà in vigore a Milano. E’ un incentivo ma non, come era stato finora, per la sostituzione della vecchia auto con una meno inquinante. Se un cittadino milanese (con determinati requisiti familiari e di reddito) si impegna a rottamare la sua vecchia auto e a non sostituirla nei successivi 3 anni, potrà contare su tremila euro da spendere in servizi di mobilità sostenibile (mezzi pubblici, treni, car sharing, taxi, ecc), più un voucher di 200 euro per l’acquisto di una bicicletta. Il fondo disponibile è di 3,2 mil di euro e, in linea teorica, potrebbe portare alla riduzione di circa 10.000 veicoli che sarebbero sostituiti con altre forme di mobilità.
ma il fatto nuovo e, credo, interessante è un altro. Il cittadino avrà uno strumento (economico) che lo aiuterà a prendere maggiore consapevolezza di essere un consumatore di mobilità. Cercherà altre soluzioni, valuterà opportunità diverse, sperimenterà servizi rispetto ai quali magari ha poca fiducia o ritiene troppo costosi. Prenderà maggiore consapevolezza di quanto costa viaggiare e si comporterà di conseguenza. Probabilmente sarà più esigente nel richiedere nuovi servizi di mobilità, o sarà di stimolo per l’Amministrazione milanese nel migliorare quelli attuali. Insomma, un bel salto di mentalità rispetto ai consueti gesti del prendere le chiavi dell’auto, accendere e partire. Nuovi segnali per una mobilità diversa, da seguire con attenzione.

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Come prepare le città alle auto elettriche?

Per i consumatori, una delle principali problematiche legate ad una eventuale scelta di acquistare un’auto elettrica (quando a breve saranno finalmente disponibili), oltre al prezzo naturalmente, tende a concentrarsi sull’autonomia del viaggio: in pratica, quanti Km il veicolo può percorre prima che sia necessaria una ricarica? Dove potrà essere fatta questa ricarica? Quanto costerà?
Le città americane, ma anche molte città europee (quasi tutte al Nord, onestamente), si stanno preparando….. nel video sono presentate alcune soluzioni. Ci arriveremo anche noi?

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Hai acquistato una KIA VENGA?


Il consorzio EuroNCAP sta avvisando tutti gli acquirenti della Kia Venga 2010 di mettersi subito in contatto con il proprio rivenditore locale Kia per garantire il montaggio di una modifica di sicurezza. Durante i recenti test sul veicolo è stata individuata una debolezza nel sistema di ritenuta della Kia Venga che richiede un’immediata valutazione. In particolare, è stato scoperto un taglio nella tessitura della cintura di sicurezza sul lato del conducente dopo la prova d’impatto frontale del crash test.
La Kia ha creato una manica in polipropilene che deve essere aggiunta alla cintura di sicurezza, in modo da offrire una contromisura efficace al problema. La casa costruttrice ha ritardato le consegne di tutte le auto nuove fino a quando la modifica sarà effettuata ed ha chiesto ai possessori di questo veicolo di restituirlo ai concessionari per fare montare la manica di protezione sulla cintura di sicurezza.
In totale 2.100 vetture dovranno essere sottoposte a questa modifica, di cui 1.100 sono state consegnate agli acquirenti e 1000 sono dei veicoli di prova dei concessionari.

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Qual è il futuro delle auto elettriche?


Quando si affronta il tema della mobilità sostenibile, si accentua sempre il contributo che possono offrire le auto elettriche. Quali sono le resistenze ad una diffusione di questo tipo di veicoli, oltre naturalmente al prezzo probabilmente ancora troppo alto (in fase di acquisto, ma anche in fase di manutenzione, riparazione)?
Presupposto fondamentale per il successo di questo tipo di motorizzazione è l’alleanza tra costruttori ed aziende elettriche. Le infrastrutture di ricarica, c.d. colonnine, sono già presenti sporadicamente nelle nostre città, mentre reti più estese sono in corso di test per essere certificate. In questo momento il mercato è ancora agli inizi, una fase che richiede che le imprese, più che competere, collaborino.
Il motore elettrico è più efficiente dei motori a combustione, ma pone una serie di problemi in ordine all’autonomia, alla ricarica, alle batterie ed ai costi.
Le autonomie attualmente assicurate in modalità solo elettrica sono intorno ai 150 km, più che sufficienti per coprire le esigenze degli spostamenti cittadini. I tempi di ricarica sono invece ancora molto lunghi: tra sei e otto ore con una normale presa elettrica, tra i venti e i trenta minuti con le colonnine, ma utilizzando un sistema di cambio delle batterie in una stazione di rifornimento, i tempi diventano paragonabili a quelli di un rifornimento di carburante. Le batterie costano ancora molto in proporzione al costo della vettura: una possibile soluzione è quella di ricorrere a formule di affitto e non di vendita. Considerando possibili incentivi (in alcuni Paesi possono arrivare a coprire la metà del costo della batteria) ed il risparmio su carburante e manutenzione – i motori elettrici da questo punto di vista sono molto meno complessi – l’auto elettrica già oggi può rappresentare una soluzione competitiva su 4/5 anni di utilizzo con chilometraggi medi.
Alcune case stanno lavorando alla soluzione detta “elettrica estesa”, in cui l’autonomia viene allungata da un motore termico che ricarica le batterie lavorando a regimi costanti, abbattendo in questo modo le emissioni inquinanti. Le batterie stesse, inoltre, potranno essere riutilizzate come accumulatori una volta che la loro efficienza per la trazione degraderà.
I tempi tecnici di sostituzione del parco circolante, tuttavia, sono ancora piuttosto lunghi; occorre dunque continuare a lavorare anche sulle motorizzazioni tradizionali, al fine di rendere immediatamente disponibili, soprattutto sui mercati meno maturi, quelle innovazioni che possono comunque contribuire nella lotta all’inquinamento (pneumatici, filtri ecc., senza dimenticare il grande sforzo già compiuto dalle case costruttrici in termini di emissioni dei motori). Insomma, c’è ancora molto da fare affinchè la mobilità elettrica sia considerata come una reale opportunità per il consumatore.

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