Archive for ‘guida’ category

Davvero negli USA il divieto di utilizzo del cellulare non riduce gli incidenti?

24 febbraio, 2010 | luca pascotto | No Comment


Mentre negli Stati Uniti vengono introdotte leggi che vietano l’uso dei cellulari o l’invio di SMS mentre si guida (“text driving”), un nuovo studio pubblicato dall’Highway Loss Data Institute (HLDI) riscontra che non si registrano riduzioni degli incidenti stradali dopo l’applicazione dei divieti dell’uso del cellulare. In 4 giurisdizioni degli Stati Uniti, prima e dopo tale divieto, i ricercatori hanno osservato che le richieste di risarcimento non hanno subito variazioni rispetto alle giurisdizioni vicine che non hanno tali divieti. l’Highway Loss Data Institute (HLDI) è una società affiliata all’ Insurance Institute for Highway Safety.

I ricercatori dell’Highway Loss Data Institute hanno calcolato mensilmente le richieste di risarcimento, durante i mesi immediatamente prima e dopo che è stato vietato l’uso del telefono mentre si guida. Dati equiparabili sono stati raccolti per quanto riguarda le giurisdizioni vicine, che non hanno adottato tali divieti. Questo metodo ha controllato le eventuali variazioni dei tassi riguardanti le richieste di risarcimento, non collegate ai divieti – variazioni nel numero di chilometri percorsi a causa dell’andamento dell’economia, delle variazioni stagionali nei modelli di guida, ecc.

Insomma, sembrerebbe che non serva a niente….

E se fosse che gli automobilisti (specie quelli americani), timorosi delle pesanti sanzioni in caso di infrazioni, soprattutto nella fase di annuncio del provvedimento abbiamo prestato maggiore attenzione e abbiano utilizzato significativamente di meno il cellulare alla guida? In pratica, se il minor numero di incidenti fosse legato ad una minore esposizione al rischio da parte dei conducenti? Per me è una buona notizia e mi auguro che le compagnie di assicurazione statunitensi continuino a monitorare questi aspetti

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Sulla patente a punti

17 febbraio, 2010 | luca pascotto | No Comment

Alcune riflessioni sulla patente a punti, che ha 6 anni e mezzo di vita. Sono stato intervistato qualche giorno fa per un articolo apparso ieri mattina su una free-press. Il (bell’)articolo è ovviamente sintetico, ma i ragionamenti erano un po’ più approfonditi. Li ripropongo su Mobility For All.

Come giudica la patente a punti rispetto al meccanismo di recupero.efficace?dispendioso?burocraticamente complicato?
Lo strumento è valido ma va migliorato. Da qualche anno ha perso il suo “effetto annuncio” e non rappresenta più un deterrente per gli automobilisti: il bonus condotta annuale per chi 2 punti per ogni biennio senza infrazioni, il riaccredito automatico a 20 punti dopo 2 anni di “buona condotta”, la possibilità di “non ricordare chi era alla guida” o eventualmente di pagare una sanzione aggiuntiva e non vedersi sottratti i punti….tutti aspetti che hanno indebolito uno strumento di per sè valido. In altre parole, l patente a punti ormai non fa più così paura come all’inizio.
Nei primi 6 anni di vita della patente a punti, solo 100.000 patentati (su 35 milioni di patenti attive) hanno esaurito completamente i punti.

In cosa potrebbe essere migliorato questo sistema?
Occorre potenziare il sistema della patente a punti, potenziando la sua valenza rieducativa. Senz’altro occorrerebbe promuovere corsi di recupero più approfonditi seguiti da un esame finale: il semplice seguire passivamente un’ora in scuolaguida non può essere garanzia di aver acquisito un comportamento maggiormente responsabile. Può essere percepito come un ticket da pagare. La sfida della sicurezza si affronta investendo pesantemente sulla formazione su un corretto rapporto con la strada, secondo un approccio che sviluppi una nuova consapevolezza dei rischi connessi alla circolazione stradale.
Per questo occorre dare maggiore credibilità al ruolo della formazione, assicurando da subito il rispetto delle modalità di erogazione dei corsi e richiedendo agli istruttori di scuola guida percorsi di aggiornamento professionale costanti.

Quanto può costare il recupero?
Il decreto del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture fissa a 25 il numero massimo di partecipanti per ciascun corso, ma, al contrario, non prevede un numero minimo di corsisti. Per questo dato il regime di libera concorrenza e le particolari modalità proposte da ognuna delle circa 6.500 autoscuole i costi variano molto.
In media per il corso di recupero 6 punti la cifra varia dalle 140 alle 180 euro. Ma si può arrivare a spendere anche 250-300 euro se, per esempio, si vuol seguire un corso da soli con orari e giorni personalizzati.

Esiste un modo per recuperare i punti spendendo meno?
Alcuni Automobile Club offrono questo servizio all’interno della tessera associativa. Analogamente, mi risulta che alcune associazioni di categoria propongano corsi di recupero punti per patenti di categoria superiore, agli autisti delle aziende ad esse associate. Ma non esiste un modo per recuperare i punti spendendo meno.
Mi preme però fare un ragionamento più ampio. Oltre al costo occorre fare riferimento alla qualità e alla serietà della preparazione che viene impartita. E questo è ancora più importante se consideriamo che al termine del corso non c’è un esame da sostenere. I corsi di recupero sono una importante opportunità per sensibilizzare i conducenti su rischi e sui comportamenti pericolosi sulla strada.

In cosa consiste il corso?
Una volta ottenuta la comunicazione di decurtazione del punteggio ( non l’azzeramento che comporta il ritiro della patente ed il conseguente esame di revisione) ci si può iscrive al corso che consente di recuperare 6 punti. La durata complessiva è di 12 ore da svolgere in arco temporale non superiore a due settimane consecutive e nelle quali vengono affrontati i seguenti aspetti: segnaletica stradale (1 ora), norme di comportamento sulla strada (4 ore), cause degli incidenti stradali (2 ore), stato psicofisico dei conducenti, con particolare riguardo all’abuso di alcool o droghe (2 ore), nozioni di responsabilità civile e penale, omissione di soccorso (1 ora), disposizioni sanzionatorie (1 ora), elementi del veicolo rilevanti ai fini della sicurezza stradale (1 ora).

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Udito in sicurezza. Test gratuiti dell’udito: ecco dove e quando

11 febbraio, 2010 | luca pascotto | No Comment

Senti il ticchetio degli indicatori di direzione?
Quando guidi alzi il volume della radio?
Percepisci nella la sirena delle ambulanze due suoni distinti?
A chi viaggia con te chiedi spesso di ripetere le cose che ha detto mentre eri alla guida?

Possono essere indicatori di possibile pericolo per la guida, soprattutto nella popolazione più anziana che non andrebbero trascurati.
Fenomeni come l’allungamento della speranza di vita e l’invecchiamento della popolazione determineranno senz’altro nuove problematiche da affrontare per soddisfare nuove esigenze di mobilità.
Nell’ambito dei diversi scenari delineati dall’ISTAT, sul possibile sviluppo demografico nei prossimi decenni, tutte le previsioni concordano sul progressivo e inarrestabile incremento della popolazione anziana, tanto in termini assoluti, quanto relativi. Se nel 2007 la popolazione con oltre 65 anni era circa 11,8 milioni di persone, nel 2031 salirà ad oltre 16,5 milioni e supererà i 20 milioni di persone nel 2051. Detto in termini percentuali, gli ultra 65enni, oggi pari al 19,9% del totale (1 anziano ogni 5 residenti), saliranno al 33% nel 2051 (1 anziano ogni tre residenti).
E probabilmente saranno persone che vorranno continuare a guidare l’automobile, che continuerà a rappresentare uno strumento di inclusione sociale per la popolazione annziana.
Attualmente, nell’ambito dei requisiti psico-fisici si considera principalmente la vista, elemento certamente determinante per assicurare condizioni di guida sicure.
Interventi informativi e di sensibilizzazione sull’udito, invece, sono sottovalutati: ma situazioni apparentemente banali come il non percepire il clacson di un’altra auto o decifrare con ritardo la provenienza di un altro utente della strada (ad esempio un motociclo o una bicicletta), possono determinare situazioni molto pericolose.
La mobilità del futuro dovrà considerare anche altri aspetti di prevenzione, fra cui l’udito. Se consideriamo lo sviluppo tecnologico che sta interessando l’industria automobilistica, ad esempio, la probabile diffusione a vasta scala di veicoli molto più silenziosi, come quelli elettrici o di sensori e avvisi acustici a bordo dei veicoli di nuova generazione, è evidente che l’udito giocherà un ruolo progressivamente crescente nel garantire alti standard di sicurezza.
Per questo abbiamo bisogno fin d’ora di approfondire questi aspetti, incominciando a capire quante persone anziane soffrono di carenza di funzioni uditive, con possibili conseguenze negative per la sicurezza.
L’ACI ha messo a disposizione 7 delle sue sedi più importanti, in altrettante città, dove i cittadini potranno effettuare gratuitamente un test audiometrico, poco invasivo e piuttosto veloce che fornirà delle indicazioni ed informazioni di massima sulle funzioni uditive del soggetto.
Questa iniziativa è importante perché permetterà di informare e sensibilizzare, sia gli anziani, sia i loro familiari, dei rischi per la guida (ma non solo, se consideriamo che gli anziani sono anche pedoni) derivanti dai disturbi dell’udito.

Ecco dove e quando poter effettuare i test

Torino:
Test presso sede ACI dal 22/2 al 5/3
Orari dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30

Genova:
Test presso sede ACI dal 8/3 al 19/3
Orari dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30

Firenze:
Test presso sede ACI dal 22/3 al 2/4
Orari dalle 10 alle 12 e dalle 14,30 alle 17,30

Roma:
Test presso sede ACI dal 12/4 al 23/4
Orari dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18

Napoli:
Test presso sede ACI dal 26/4 al 7/5
Orari dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18

Bari:
Test presso sede ACI dal 10/5 al 21/5
Orari dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18

Milano:
Test presso sede ACI dal 14/6 al 25/6
Orari dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18

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