Archive for ‘Infrastrutture’ category

Quando una cosa ti sembra banale…

18 gennaio, 2010 | luca pascotto | No Comment

…ma banale non è. Leggo sul Tempo di Roma di sabato che sta per essere emanato il nuovo regolamento edilizio per il ricovero delle biciclette negli spazi condominiali. “Niente più liti nei palazzi quindi, mentre nelle case in via di realizzazione le rastrelliere condominali saranno obbligatorie. Parcheggiare la bicicletta nel cortile di casa, senza essere costretti a «scalate» obbligatorie su per i piani o ad «abbandonare» la due ruote in corridoio, sarà così un vecchio ricordo. Entro febbraio arriverà infatti in Consiglio comunale il nuovo regolamento edilizio per il ricovero delle biciclette nei cortili condominiali.

E finora?

E poi ci chiediamo come mai non decolla la mobilità in bicicletta a Roma?

Il posto dove lasciare la bici. Non è una cosa da poco se si vuole incentivarne l’uso in città. Una cosa è il giro domenicale (non mollo mai la mia bici), una cosa è usarla tutti i giorni per raggiungere il lavoro (la lascio ferma di notte, ma anche di giorno). Ecco che allora un ricovero sicuro per il proprio mezzo contribuirebbe a invogliare l’utilizzo della bicicletta. Quello che vedete qui sotto è il ricovero presso la stazione di Modena, decisamente invogliante anche per i possessori di biciclette di un certo valore.

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Passaggi pedonali diagonali

2 novembre, 2009 | luca pascotto | No Comment

Oxford Circus a Londra è uno dei luoghi più frequentati da pedoni londinesi (e naturalmente da turisti in visita a Londra): circa 43.000 persone e 2.000 veicoli ogni ora. Una folla. Come potete immaginare il le fasi di attraversamento dai 4 angoli possono essere problematiche e, in alcuni casi rischiose.
In questa simulazione vedrete come è possibile favorire un più efficiente utilizzo dello spazio a disposizione, soprattutto a favore dei pedoni. Interessante perchè simula un intervento prima-dopo. Effettivamente affascinante. E soprattutto utile.

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Tajani, autostrade e sicurezza stradale

27 ottobre, 2009 | luca pascotto | No Comment

P1010296Oltre che di infrastrutture a Riva del Garda si è parlato anche di sicurezza stradale oggi. L’intervento del Commissario Tajani, ha permesso di ricordare gli ambizioni traguardi di riduzione in cui l’Italia è impegnata: -50% entro il 2010. L’Italia non è messa peggio di altri Paesi. Ha ricordato anche che “secondo le cifre diffuse dall’Istat nel 2008 si è avuto un calo dell’8% nel numero dei morti rispetto al 2007“, (in linea con il trend Ue).
Al di là di questi numeri, di cui aspettiamo elementi più precisi, non essendo stati ancora resi pubblici da ISTAT, volevo fare un’altra considerazione rispetto ad altre affermazioni che ho sentito oggi.

Nei loro interventi al convegno di questa mattina, Polizia di Stato e AISCAT ricordavano come l’obiettivo del 50% sia sostanzialmente già raggiunto nella rete autostradale. E ci mancherebbe, dico io! Se nemmeno in quel tipo di infrastruttura l’avessimo raggiunto, sarebbe stato particolarmente grave.

Provate a pensare alle condizioni del tutto particolari che che si verificano in autostrada:

  1. rete chiusa (niente incroci, solo i caselli, le aree di sosta e le entrate/uscite) e a velocità sostanzialmente omogenee;
  2. rete a pagamento ….essendoci risorse continue -probabilmente crescenti-, c’è ovviamente maggiore possibilità di investire in manutenzione e in sicurezza;
  3. rete dove è possibile introdurre forme di supporto tecnologico (pensate al tutor; i pannelli a messaggio variabile; l’asfalto drenante; la segnaletica anti-nebbia…);
  4. rete dove c’è un solo corpo di polizia responsabile per i controlli (Polizia Stradale), tra l’altro in maniera piuttosto massiccia se confrontata con le pattuglie presenti nella rete extraurbana (andate a verificare il numero di pattuglie impiegate quotidianamente in autostrada rispetto alle pattuglie impiegate nella rete extraurbana);
  5. maggiore omogeneità di traffico (trasporto merci normalmente nella corsia più a destra, autovetture nelle altre) e assenza di utenze deboli.

Tutte condizioni (probabilmente ce ne sono anche altre….) molto più difficili da trovare nella rete extraurbana e nelle strade urbane (dove infatti si verificano più del 70% degli incidenti). L’unico elemento di rischio che permane sono le alte velocità (che in caso di incidente sono spesso fatali): ma, anche qui, la progressiva diffusione del tutor, contribuirà a rallentarle.

Ci aspettavamo, quindi, che in autostrada si raggiungesse il -50% di morti per incidente stradale. Giusto lodare l’impegno dei gestori, quindi, ma onestamente, mi sembra ci siano condizioni di partenza particolarmente favorevoli che impioneano il raggiungimento dell’obiettivo con un certo anticipo.  E poi anche gli automobilisti ci hanno messo del loro, modificando abitudini consolidate, legate all’alta velocità. Per fortuna!

Mobility For All

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