Stamattina ho letto questo interessante articolo su Repubblica. In periodi di difficoltà nel trovare (e mantenere) un lavoro, di precarietà dei rapporti di lavoro, di difficoltà per le giovani famiglie il fatto che marito e moglie lavorino in luoghi diversi non cedo sia una cosa così sporadica.
L’ISTAT li definisce “Pendolari della famiglia”, un fenomeno che oggi riguarda in Italia quasi due milioni e mezzo di persone, di cui 650 mila formano stabilmente nuclei di “famiglie a distanza”, con numeri in perenne crescita, e dove le donne in trasferta sono sempre di più.
A questi vanno aggiunti, nelle grandi città, le famiglie in cui almeno dei due genitori esce di casa molto presto, in treno o in auto, per raggiungere il lavoro e rientra a casa molto tardi, in treno o in auto: anche in questi casi, almeno durante la settimana, il rapporto di coppia è molto allentato. Per chi ha figli è ancora più difficile. Soprattutto se nella città in cui si risiede non ci sono altri aiuti su cui contare (nonni, zii, amici). Difficile e costoso, proprio come nelle storie raccontate nell’articolo.
Ma d’altronde pur di avere un figlio una coppia mette in conto difficoltà, disagi e costi. E fa poi di tutto per dedicargli tutto il tempo possibile. Sono le difficoltà della mia generazione: mancanza di condivisione della quotidianità, relazioni familiari sono fatte di momenti, desiderio di migliorare la qualità della vita, insofferenza verso tutto ciò che ostacola questi sforzi (il traffico, la qualità dei servizi, ecc.). Ma di fondo c’è molto ottimismo. Se no, come si farebbe?
Scelgo questa canzone per augurare un Buon Natale a quanti sono passati di qua nell’ultimo anno, quando ho aperto Mobility For All. Auguro di cuore un sereno Natale, nell’intimità che questo video (anche se non di ottima qualità) e queste note senz’altro trasmettono.
I prossimi giorni non credo di scrivere molto. Credo che dopo tutto sia giusto così. E’ tempo di rallentare e fermarsi a cercare le novità di questo Natale.
Mi trovo a casa, a Pordenone, qualche giorno per le feste di Natale. L’abitudine ad aprire il secchio della spazzatura e buttarci dentro di tutto indistantamente mi ha lasciato in estrema difficoltà. Qui non si può. Ce la raccolta differenziata e non puoi buttare le cose dove vuoi (nè in casa, nè fuori): c’è proprio un problema tecnico. Proprio non puoi.
Per chi è abituato dico banalità. Ma per chi non lo è e si trova a viaggiare o soggiornare in posto dove la “differenziata” è una realtà, l’impatto può rappresentare più di qualche problema. Ma già al secondo giorno vanno meglio. E’ questione di abitudine, appunto: apri non più il cestino/secchio, ma qualcosa di più grande (un vano sotto il secchiaio, di solito; uno spazio in terrazino; ecc.) e scgli dove mettere carta e cartone; plastica; vetro; umido (resti degli alimenti; carta oleata del prosciutto cotto; gusci di uova; bucce di banana – penso alle ultime cose che ho gettato stasera…). Poi c’è tutto quanto non è riciclabile che il Comune si impegna, una volta alla settimana a portare via per te (il resto lo porti tu nei bidoni specifici, proprio sotto casa). Semplice, appena impari. Ed educativo.
ti aiuta a fare spazio e a comprimere i resti (effettivamente un problema di spazio c’è);
ti aiuta a scegliere gli imballi meno ingombranti (le azienda capiranno?);
ti aiuta a prendere consapevolezza che è una scelta per il domani, quindi per tuo figlio;
può diventare un gioco per i piccoli (questo dove lo metto?);
ti aiuta ad avere la città più pulita ed ordinata (effettivamente le cd “isole ecologiche” sono più belle dei grossi bidoni omnicomprensivi)
Forse, anzi sicuramente, altre cose. Ma a me queste sono venute in mente.
Si è parlato molto di Copenhagen questi giorni e del mancato accordo sul clima dei grandi della terra. Noi più “piccoli” la nostra parte possiamo farla. Partendo dal cestino di casa. E’ sostenibilità anche questa…
"Mobility For All" affronta alcuni aspetti aspetti legati alla mobilità. Nasce con l'idea di condividere le cose che vedo, che scopro o che mi accadono quando viaggio o quando mi sposto....essendo un blog personale, ovviamente ci saranno anche altre cose su di me....