
Scommetto che vi sarete chiesti: “Ma canta ancora?”. E vi dico che sì, Paola Turci canta ancora. E meno male. Ci saranno senz’altro voci tecniche in giro che escono dai vari reality, ma qui cìè maturità. Ci sono vent’anni di musica dietro, di percorsi, di cambiamenti che portano a scrivere (insieme a Marcello Murru) un pezzo come questo. Un brano solido che ti attraversa delicatamente.
L’album è davvero molto bello e prevalentemente orientato (cosa strana per la Turci) all’amore. Qui in mezzo c’è un pezzo (non solo quale) che è stato scartato al san Remo di Bonolis: spero non sia uno dei primi tre in apertura, sono estremamente belli (Sono io, La mangiatrice di Uomini, Attraversami il cuore). C’è una bellissima cover di Modugno (Dio come ti amo), arricchita dalla tromba di Paolo Fresu.
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Nuova categoria, nella quale inserirò ogni tanto un po’ di musica. Spostarsi, dopo tutto, vuol dire portarsi dietro un iPod carico di musica, no?
Veniamo alla canzone di oggi.
Lo so, vi è venuta in mente la canzone di Gino Paoli. Probabilmente il titolo è stato anche ispirato da lì. Ma questa è un’altra storia, non così romantica ma davvero divertente e romantica. Il Mare in una stanza è il racconto ironico e scanzonato di una piccola disavventura domestica: il tubo dell’acqua si è rotto, ci ha messo le mani lui e…il risultato è proprio il mare in una stanza. La casa si è allagata! C
Un po’ mi assomiglia, imbranato come sono nelle cose di casa. Ma la storia è curiosa perchè racconta un amore finalmente normale, di due persone normali, alle prese con cose normali (più o meno). Lui come idraulico, lo abbiamo intuito, piuttosto scadente, come elettricista ancora peggio, come contabile .”non tornano i conti”, poco eroico in generale. Anche lei non è male: cuoca improvvisata (lui deve tirare il pollo ai gatti), molto normale, insomma.
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01 Il mare in una stanza