Rientrando da Terni (in treno) l’altro giorno mi sono imbattuto su questo cartello informativo esposto in più parti nella stazione umbra: “Con un SMS la tua stazione è più pulita“. Basta inviare un SMS al numero 313.8083544 e, in teoria, parte una segnalazione alla ditta alla quale è affidata la pulizia della stazione (in quel caso SNAM LAZIO).
Lodevole iniziativa. Peraltro la stazione di Terni l’ho trovata particolarmente pulita (anche se non funzionavano i monitor con orari dei treni e informazioni sui binari…..sigh…ma forse era casuale). Ovviamente questo servizio ha più senso se dall’altra parte (lato utente) c’è lo stesso livello di attenzione al degrado. Cioè se non si buttano carte, lattine, bicchieri e fazzoletti di carta a terra.
Mi ha fatto ricordare un’altra campagna, a più larga scala, avviata in Inghilterra. Lì addirittura il Times ha avviato una campagna in cui chiede al cittadino (al consumatore) di inviare una mail (onlinepics@thetimes.co.uk) delle stazioni che non rispettano standard minimi di qualità dei servizi e di decoro: si valutano standard minimi, servizi offerti, modalità con cui vengono fornite le informazioni ai passeggeri e la facilità di accesso. Le lamentele riguardano anche il fatto (non trascurabile in effetti) di dover utilizzare i sottopassaggi con le valige nel cambio di binari
L’obiettivo? Creare una specie di “bacheca della vergogna”, così da suscitare interventi migliorativi nei gestori. In effetti, il Segretario di Stato per i Trasporti (Lord Adoins) ha già promesso una serie di interventi: duplicare gli spazi per la parcheggiare le biciclette e per la sosta dei veicoli (che strano, da noi li mettono a pagamento….), addirittura quantificati in 10.000 stalli all’anno; i miglioramenti delle stazioni diventeranno uno dei criteri di valutazione dei gestori delle compagnie ferroviarie (private); saranno fissati standard minimi per tutte le stazioni;
Morale
Forse è davvero opportuno organizzare queste forme di mobilitazione, e di civile protesta per tentare di alzare la qualità dei servizi. Forse serve alzare la voce, nel senso di fotografare, sollecitare, informare i responsabili dei trasporti. Lo stato di degrado balza agli occhi solo a seguito di qualche fatto di cronaca che avviene nelle piccole stazioni di periferia. L’esperienza inglese, del resto, nasce proprio da un viaggio del responsabile trasporti tra le principali stazioni inglesi.
Chissà, io potrei attivarmi, magari da questo blog sulla tratta Roma-Velletri, un viaggio alla ricerca della qualità, forse perduta, più facilmente mai conosciuta.