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Il Blog di Luca Pascotto
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Microcar: condivido, Signor Ministro, ma….

In questi giorni non si parla che di minicar. I due incidenti mortali ravvicinati avvenuti in settimana a Roma hanno riportato sotto gli occhi di tutti la pericolosità di questi mezzi. Tanto che ora fanno tutti a gara per proporre modifiche legislative (ma tranquilli, tra qualche giorno il problema sarà dimenticato).
Il Ministro Matteoli, ha commentato: “Non resto insensibile alle tragedie ma non si può neppure scrivere una legge tutte le volte che avviene un incidente”.
Ma per evitare questo c’è solo un percorso: agire in modo preventivo. Che vuol dire realizzare un sistema coerente che fa di tutto per evitare incidenti. OK, sono teorico. Allora provo a citare alcuni esempi “preventivi”:
1) politica: introdurre un esame pratico per la guida di questi veicoli: lo so, ora lo dicono tutti. La norma c’è da due anni e mezzo in Parlamento (il famoso testo unico sulla sicurezza) ma non sembra voler essere approvata (..a proposito di efficienza della politica);
2) istituzioni: informare le famiglie dei rischi che questi (costosi….si può arrivare oltre i 10.000 euro) veicoli possono arrecare ai ragazzi che li guidano;
3) comuni e polizia locale: pianificare una politica di controllo rigoroso su possibili modifiche applicate alle microcar così da aumentarne la velocià;
4) media: approfondire ed indagare questo fenomeno non subito dopo un incidente mortale, ma in modo più distaccato, pur sapendo che magari fa più notizia l’incidente:
5) costruttori: investire maggiormente in tecnologia e ricerca, introducendo economie di scala e realizzando mezzi più sicuri di quelli attuali (pur omologati….);
6) educatori: parlare con i ragazzi ed educarli alla legalità, e al rispetto delle regole, facendo loro capire il reale significato dei divieti (in due è pericoloso; le microcar non sono progettate per correre a 70 km/h; nella guida occorre rispettare dei comportamenti a rischio, ecc.)

Possiamo anche continuare, ma mi fermo. Sono convinto che chi guida ha senz’altro delle responsabilità, ma è troppo facile attribuire agli adolescenti le conseguenze di errori rispetto ai quali loro non hanno colpe. Perchè altri non sono intervenuti, o sono intervenuti male.

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Biciclette: quando si fanno le cose bene

E’ la velostazione di Parma, più di 400 posti in sicurezza per lasciare le biciclette dei pendolari. E’ stata inaugurata ieri. Non un deposito, una moderna struttura, costruita sul modello del safe & security.
Quando si vuole davvero incentivare l’uso delle biciclette…..

Altre foto qui

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Quando un incrocio è progettato male

In questo video si può assistere ad un incidente ad un pedone che attraversa un incrocio particolarmente complesso. Siamo in America ma la situazione si potrebbe purtroppo ripetere in altre realtà, soprattutto nelle grandi città. Il pedone che attraversa sbaglia senz’altro, ma non ci sono situazioni che lo “proteggono” se sbaglia. Senza considerare poi la velocità in cui il bus attraversa l’incrocio.
Situazioni assolutamente da evitare. Sicurezza stradale vuol dire anche questo.

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Una brutta storia: flessibilità a senso unico

In genere a fine anno si cerca di inserire qualche messaggio di ottimismo e di fiducia. Ma stamattina ho letto un articolo di Repubblica che non mi ha lasciato indifferente.

E’ la storia di un disabile senza le braccia che probabilmente non è riuscito a fare il biglietto in stazione prima di partire (a causa della sua disabilità e a causa della probabile mancata assistenza in stazione), ha preso (con fatica) il treno e, soldi alla mano, ha tentato di pagare il biglietto a bordo nelle mani del controllore. Quest’ultimo, rispettoso delle “regole”, ha applicato il sovrapprezzo dovuto e, in mancanza di soldi da parte del passeggero, l’ha fatto scendere alla successiva fermata con il supporto della polizia ferroviaria. Lì sarebbe stato assistito ad acquistare il biglietto per un treno successivo.

Come a molti di voi saranno venute in mente le parole di una settimana fa, nei giorni del grande freddo e dei disagi, dell’ad di Trenitalia (“Portatevi panini, un maglione in più e abbiate pazienza”). Come mai la stessa flessibilità, richiesta ai passeggeri, non viene garantita, in situazioni limite, anche dal personale Trenitalia?

Se leggete l‘articolo di Repubblica, ben scritto, vi renderete conto della situazione che forse, poteva essere gestita in modo diverso….buon anno Trenitalia.

PS.

Nei treni austriaci e tedeschi che fanno servizio in Italia dal 13 dicembre il biglietto si può fare anche a bordo…..

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Come garantire la sicurezza dei pedoni? Uno studio

Nell’ambito del dibattito sulla sicurezza stradale, il tema dei pedoni è particolarmente importante. I recenti dati sugli incidenti stradali fanno emergere chiaramente come aspetti particolarmente critici, da affrontare con adeguate politiche per la sicurezza stradale, siano costituiti dalla mobilità urbana e dalle c.d. “utenze deboli”: conducenti di veicoli a due ruote (biciclette, scooter, motocicli) e pedoni, soprattutto bambini e anziani. Tutte categorie di utenti della strada particolarmente esposte e vulnerabili in caso di incidente.

  • In particolare, il dato sui pedoni (648 pedoni morti nel 2008, di cui 585 investiti; e 20.640 feriti) è particolarmente allarmante: allarmante perché i numeri sono in aumento rispetto all’anno precedente;
  • allarmante perché tra i pedoni i soggetti più esposti sono i bambini e gli anziani, quindi le categorie più deboli;
  • allarmante perché evidenza scarso rispetto degli altri utenti della strada, se consideriamo che tra gli incidenti mortali che coinvolgono i pedoni, in un caso su quattro il pedone si trovava sulle strisce pedonali, spazio stradale che per definizione dovrebbe garantire la massima sicurezza a chi si accinge ad attraversare la strada.

Approfondire la sicurezza dei pedoni non significa però fermarsi alle statistiche, elemento comunque centrale per la comprensione dei fenomeni e la definizione delle politiche d’intervento. Significa anche verificare se le condizioni delle infrastrutture, che dovrebbero garantire una mobilità in sicurezza dei pedoni, siano o meno adeguate. In altre parole, significa andare a vedere: come sono organizzati gli attraversamenti pedonali; lo stato della manutenzione; la presenza di segnaletica, isole pedonali, sistemi di protezione per i pedoni; l’esistenza di un’adeguata visibilità diurna e notturna (per il pedone, ma anche per il conducente che si avvicina ad un attraversamento pedonale); se viene garantita l’accessibilità a tutte le categorie di pedoni, comprese le persone diversamente abili. Significa, inoltre, raccogliere le diverse pratiche già esistenti, al fine di diffondere le migliori soluzioni in grado di assicurare una maggiore protezione; informare sui corretti comportamenti da tenere e sui possibili rischi che si possono incontrare sulla strada. In poche parole, significa adottare un adeguato sistema di prevenzione.

Questo Rapporto ha fatto proprio questo, mettendo a confronto oltre 300 attraversamenti pedonali presenti in 32 città europee. Per l’Italia Napoli, Roma e Milano. Vi lascio immaginare come si sono comportate in tema di protezione dei pedoni…..

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