Parte la FormulaE: e si parla anche di sicurezza

E’ appena finita la prima gara della FormulaE, campionato di motorsport che si corre con sole auto (sportive) elettriche all’interno di alcune città. La prima tappa, significativa, a Pechino, in Cina, città simbolo della (cattiva) qualità dell’aria in molte città.  Le auto “assomigliano” a quelle della F1 ma, appunto sono elettriche. Ma la prima gara non ha fatto vedere solo come siano performanti le auto dal punto di vista ambientale: ha confermato che (per fortuna) sono anche sicure.

All’ultimi giro, all’ultima curva il pilota Prost (figlio del più famoso pilota degli anni ’80), al comando da inizio gara, con una manovra a prima vista un po’ pericolosa, cercando di chiudere la traiettoria, ha toccato il pilota Nick Heidefield che lo stava passando: incidente inevitabile, con l’auto guidata da quest’ultimo che ha fatto un volo, capovolgendosi, prima di toccare il suolo. Il pilota, per fortuna, é uscito illeso (e arrabbiato con Prost).

Gioisce un’altra vecchia guida della F1, Lucas Di Grassi, primo pilota a vincere una gara do Formula E.

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Norvegia: successo elettrico

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Questa tabella spiega abbastanza bene uno dei motivi del successo delle auto elettriche in Norvegia: l’alto costo della benzina (dovuto anche alla tassazione) favorisce in maniera piuttosto chiara alimentazioni elettriche che comportano più bassi costi di gestione. Il dato viene confermato da Francia (non a caso i costruttori francesi sono molto esposti sulla produzione elettrica) ed Inghilterra (altro paese dove la mobilità elettrica non va male).

In sostanza i guadagni per il consumatore sono più evidenti (seconda tabella): sarà un caso che gli sceicchi in Arabia non vanno con auto elettriche?

Questo articolo sviluppa alcuni interessanti ragionamenti su queste dimensioni, spiegando come tali vantaggi (e di conseguenza l’uso dell auto elettriche) variano da paese a paese.

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