Norvegia: successo elettrico

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Questa tabella spiega abbastanza bene uno dei motivi del successo delle auto elettriche in Norvegia: l’alto costo della benzina (dovuto anche alla tassazione) favorisce in maniera piuttosto chiara alimentazioni elettriche che comportano più bassi costi di gestione. Il dato viene confermato da Francia (non a caso i costruttori francesi sono molto esposti sulla produzione elettrica) ed Inghilterra (altro paese dove la mobilità elettrica non va male).

In sostanza i guadagni per il consumatore sono più evidenti (seconda tabella): sarà un caso che gli sceicchi in Arabia non vanno con auto elettriche?

Questo articolo sviluppa alcuni interessanti ragionamenti su queste dimensioni, spiegando come tali vantaggi (e di conseguenza l’uso dell auto elettriche) variano da paese a paese.

Assaggi di futuro

Sono sicuro che con soluzioni tipo queste che vedete nel video, nemmeno i commercianti si lamenterebbero di eventuali chiusure dei centri alle auto private.
Immaginate un insieme di servizi automatici di questo tipo che collegano parcheggi di scambio con i centri storici, le aree commerciali, le biblioteche, gli ospedali.

Assaggi di futuro. Per fortuna c’e’ chi ci crede.

Car sharing e il freno di (assurdi) regolamenti

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Illuminante chiaccherata oggi con ZENCAR oggi, il car sharing con veicoli elettrici operativo da 3 anni a Brussels.

Mi sono sempre chiesto perchè un cosi’ forte limite alle modalità di utilizzo del car sharing: nella maggior parte dei servizi che conosco devi sempre riportare l’auto li’ dove l’hai presa.

Ma perchè, mi chiedevo sempre? Certo ci sono degli indubbi vantaggi per il gestore del servizio: se chi gestisce il servizio sa che l’auto sta fuori 2 ore e poi ritorna allo stesso posto, è molto piu’ semplice organizzare il servizio. Se invece sai da dove l’auto parte ma non sai dove sarà rilasciata, potrebbe esserci qualche problema: ad esempio potrebbero esserci tutte le auto in centro città al mattino (la usi per andare in ufficio) o vicerversa alla sera.

Questi problemi sarebbero facilmente superabili da un sistema di navigazione che invoglia l’utente a lasciare l’auto in una certa zona, magari variando il prezzo o introducendo sconti (“Se la lasci in Via Roma, hai diritto ad uno sconto immediato di 2 euro”; “Se la porti alla stazione centrale hai diritto a 30min ulteriori di utilizzo”; e del genere….).

Il vero problema, inspiegabile, e’ che il regolatore pubblico puo’ imporre questa assurda regola per cui l’auto va riportata li’ dove è stata presa. A Brussels è cosi’, la Brussels-Region impone questo agli operati di car sharing (due), per paura che il car sharing possa fare concorrenza al trasporto pubblico.

Sono convinto che la rimozione di questi vincoli amministrativi ed un maggiore utilizzo della tecnologia, potrebbe creare quel bacino di utenza che occorre al car-sharing per operare con maggiore economicità: questo porterebbe più veicoli, costi ancora più bassi, meno traffico, meno emissioni, etc.

Gli operatori di car sharing su questi aspetti andrebbero aiutati maggiormente