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Il Blog di Luca Pascotto
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I diritti per chi viaggia. Anche per te….

In concomitanza con l’inizio delle vacanze estive, la Commissione europea ha avviato una campagna informativa sui diritti dei viaggiatori in treno ed in aereo (ambiti al momento disciplinati dalla normativa UE.. La campagna è realizzata attraverso la diffusione di opuscoli e manifesti redatti in 23 lingue e distribuiti ed affissi nelle principali stazioni.
Inoltre il Consiglio ed il Parlamento europeo stanno già elaborando delle proposte per estendere la tutela anche a chi utilizza mezzi diversi dal treno e dall’aereo.
Obiettivo della campagna è far conoscere a ciascun viaggiatore quali sono i propri diritti fondamentali e quali gli strumenti di tutela accordati dalla legislazione europea.

QUALI SONO I PRINCIPALI DIRITTI RICONOSCIUTI A VIAGGIATORI?

SE VIAGGI IN AEREO:

1. Speciale tutela nei confronti di persone con disabilità e / o mobilità ridotta
Secondo la legislazione UE persone con disabilità e o mobilità ridotta sono protetti dalla discriminazione al momento della prenotazione e dell’imbarco. Hanno anche diritto a ricevere assistenza negli aeroporti (alla partenza, all’arrivo e in transito) e a bordo degli aerei.

2. Cancellazione del volo
Si ha diritto al risarcimento del danno a meno che il passeggero non sia stato informato della cancellazione del volo almeno 14 giorni prima o qualora la compagnia non dimostri che la cancellazione è dovuta a circostanze eccezionali. In aggiunta al risarcimento la compagnia aerea deve offrire la scelta tra: rimborso del biglietto entro sette giorni; un volo alternativo verso la destinazione finale in condizioni analoghe; e, se necessario assistenza (bevande, cibo, alloggio, trasporto per l’alloggio).

3. Ritardo del volo
La compagnia deve assicurare assistenza ai passeggeri qualora il ritardo sia superiore alle due ore e per voli oltre i 1500 KM. Qualora il ritardo sia superiore alle 5 ore il passeggero ha diritto di chiedere il rimborso del biglietto. Nel caso in cui si giunga a destinazione con più di 5 ore di ritardo può essere chiesto il risarcimento del danno, a meno che la compagnia dimostri il fatto eccezionale.

4. Smarrimento del bagaglio
E’ previsto il risarcimento del danno fino ad un massimale di 1200 euro per smarrimento o danneggiamento del bagaglio, salvo che la compagnia dimostri di avere usato tutte le cautele possibili per evitare il fatto.

SE VIAGGI IN TRENO:

1. Acquisto del biglietto
Il biglietto può essere acquistato senza problemi nelle stazioni presso gli sportelli o i distributori automatici o, nella maggior parte dei casi, anche via Internet. Tuttavia, se nessuna di queste possibilità è a disposizione dell’utente il titolo di viaggio deve poter essere acquistato direttamente sul treno.

2. Viaggiare in sicurezza
Le compagnie ferroviarie, i gestori dell’infrastruttura ed i gestori delle stazioni sono obbligati per legge ad adottare misure adeguate per garantire la sicurezza personale dei viaggiatori nelle stazioni e a bordo dei treni.

3. Speciale tutela nei confronti di persone con disabilità e/o mobilità ridotta
Vanno adottate da parte dei gestori dei servizi tutte le misure ritenute necessarie per consentire l’accessibilità delle stazioni e dei treni. All’uopo va compiuta una speciale informativa relativa, appunto, alle diverse accessibilità delle stazioni.

4. Risarcimento in caso di lesioni o morte e responsabilità per smarrimento o danneggiamento dei i bagagli
Salvo il caso in cui sia esclusa, per caso fortuito la responsabilità delle ferrovie, queste ultime sono tenute al risarcimento dei danni per morte o lesioni personali. La compagnia ferroviaria è altresì responsabile in caso di perdita o avaria del bagaglio.

SE VIAGGI in AUTO
Ancora questo settore non è coperto dalla legislazione europea. Ma vi rimando a questo mio precedente post su “Guidare in Europa” con informazioni e consigli utili.

Per altre info sulla campagna clicca qui

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Decisamente “You are an idiot” … I Park like an idiot 13

Il 13° è una foto, ma anche una piccola storia dietro, che mi è stata recapitata su Face Book. La propongo integralmente.

“Sabato 13 febbraio 2010. Mentre sto comprando il cibo per il mio gatto una signora mi racconta una sua esperienza di qualche giorno prima. Sono a spasso con il mio cane lungo il marciapiede di una strada vicina. All’improvviso arriva una macchina e parcheggia sopra le strisce pedonali. Io osservo la scena mentre il mio cane sta facendo i suoi bisogni. L’autista della macchina scende dalla sua macchina, vede il cane e mi rimprovera:«Signora, questo è un luogo pubblico, lei non può permettere al suo cane di fare i bisogni sul marciapiedi!». Mentre mi sta rimproverando io tiro fuori dalla mia borsa il kit per raccogliere le deiezioni del cane in modo da lasciare il marciapiedi pulito, e gli rispondo: «Infatti, ho qui tutto il necessario affinché il marciapiedi resti pulito. Lei però lo sa che non può parcheggiare sopra le strisce pedonali? Un pedone, una mamma con carrozzina, un disabile come fanno ad attraversare la strada?» E lui, di rimando e minaccioso: «Signora, lei si faccia gli affari propri!» E se ne va (ovviamente avrà usato parole più “raffinate” nell’apostrofare la signora) Uscito dal negozio per gli animali, arrivato in piazza Scotti devo attraversare la strada sulle strisce. Impossibile raggiungere il marciapiedi, due auto lasciano si e no 10 cm. di spazio. Devo fare un lungo giro a zig zag evitando le auto che arrivano e che curvano. Mosso da un moto di rabbia scatto anch’io la mia foto di denuncia, ricordandomi di una notizia sentita in radio alcune settimane fa, dove sembra che a Palermo molti cittadini, infuriati per il fatto che gli automobilisti lasciano le auto in seconda fila non permettendo agli autobus di passare (con notevoli problemi di ritardo nei trasporti), chiedono agli autisti di scendere, fotografano le auto con il loro cellulare e poi spediscono le fotografie ai vigili urbani della città. Legalmente non è possibile far scattare le multe, ma è un tentativo per sensibilizzare il comune ad attivarsi per scoraggiare la pratica della sosta selvaggia, per la quale sono i pedoni che utilizzano i mezzi pubblici a pagare le conseguenze maggiori. Ovviamente chi sta scrivendo queste righe non è certo immune da comportamenti più o meno da sosta selvaggia. Ma comportarsi in maniera così spudorata…”

Thanks Lorenzo

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Come garantire la sicurezza dei pedoni? Uno studio

Nell’ambito del dibattito sulla sicurezza stradale, il tema dei pedoni è particolarmente importante. I recenti dati sugli incidenti stradali fanno emergere chiaramente come aspetti particolarmente critici, da affrontare con adeguate politiche per la sicurezza stradale, siano costituiti dalla mobilità urbana e dalle c.d. “utenze deboli”: conducenti di veicoli a due ruote (biciclette, scooter, motocicli) e pedoni, soprattutto bambini e anziani. Tutte categorie di utenti della strada particolarmente esposte e vulnerabili in caso di incidente.

  • In particolare, il dato sui pedoni (648 pedoni morti nel 2008, di cui 585 investiti; e 20.640 feriti) è particolarmente allarmante: allarmante perché i numeri sono in aumento rispetto all’anno precedente;
  • allarmante perché tra i pedoni i soggetti più esposti sono i bambini e gli anziani, quindi le categorie più deboli;
  • allarmante perché evidenza scarso rispetto degli altri utenti della strada, se consideriamo che tra gli incidenti mortali che coinvolgono i pedoni, in un caso su quattro il pedone si trovava sulle strisce pedonali, spazio stradale che per definizione dovrebbe garantire la massima sicurezza a chi si accinge ad attraversare la strada.

Approfondire la sicurezza dei pedoni non significa però fermarsi alle statistiche, elemento comunque centrale per la comprensione dei fenomeni e la definizione delle politiche d’intervento. Significa anche verificare se le condizioni delle infrastrutture, che dovrebbero garantire una mobilità in sicurezza dei pedoni, siano o meno adeguate. In altre parole, significa andare a vedere: come sono organizzati gli attraversamenti pedonali; lo stato della manutenzione; la presenza di segnaletica, isole pedonali, sistemi di protezione per i pedoni; l’esistenza di un’adeguata visibilità diurna e notturna (per il pedone, ma anche per il conducente che si avvicina ad un attraversamento pedonale); se viene garantita l’accessibilità a tutte le categorie di pedoni, comprese le persone diversamente abili. Significa, inoltre, raccogliere le diverse pratiche già esistenti, al fine di diffondere le migliori soluzioni in grado di assicurare una maggiore protezione; informare sui corretti comportamenti da tenere e sui possibili rischi che si possono incontrare sulla strada. In poche parole, significa adottare un adeguato sistema di prevenzione.

Questo Rapporto ha fatto proprio questo, mettendo a confronto oltre 300 attraversamenti pedonali presenti in 32 città europee. Per l’Italia Napoli, Roma e Milano. Vi lascio immaginare come si sono comportate in tema di protezione dei pedoni…..

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Siamo tutti pedoni: vignette per la sicurezza stradale

esterne141021561412102357_big-1Lo sapevi che:

  • Ogni anno in Europa oltre 8.000 pedoni vengono coinvolti in incidenti stradali con esito mortale.
  • La maggior parte degli incidenti in cui sono coinvolti pedoni accade nelle aree urbane e di questi quasi un quarto sugli attraversamenti pedonali.
  • Nel 30% degli incidenti in cui sono coinvolti un’auto che viaggia a 40 km/h ed un pedone c’è il rischio di esito mortale.
  • Le regole della circolazione possono variare notevolmente da un paese all’altro. Per esempio, lo sapevate che sugli attraversamenti pedonali italiani, i pedoni hanno il diritto di attraversare solo se hanno già cominciato l’attraversamento?
  • Sorpassare un autobus di linea ad una fermata e attraversare la strada immediatamente di fronte ad un autobus può creare situazioni di pericolo per i pedoni.
  • Parcheggiare un’auto vicino ad un attraversamento pedonale può ridurre drasticamente la visibilità reciproca tra pedoni e conducenti e creare una situazione molto pericolosa.
  • I bambini non sono in grado di valutare la velocità di veicoli in avvicinamento.

Anche per questi motivi, la mostra che verrà inaugurata sabato a Bologna sui pedoni (‘Siamo tutti pedoni‘) è senz’altro una buona idea e una bella iniziativa. Le vignette realizzate da alcuni grandi fumettisti e disegnatori italiani (Altan, Staino, Vauro, Giannelli, Giuliano) fanno senz’altro riflettere sul mondo dei pedoni,  una componente particolarmente debole della mobilità. E, dopo tutto, siamo tutti pedoni….

Il sito di Repubblica (ma forse anche altri) ha anticipato le vignette. Io ne ho scelte alcune che allego qui sotto.

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Passaggi pedonali: vi fidereste ad attraversarli bendati?

Provereste ad attraversare la strada bendati? Fidandovi solo di un cane, pur addestrato? Con il rumore delle auto che vi sfrecciano accanto, con l’aria che si soffia sul viso che vi dà una chiara idea della velocità con le auto passano in quel punto che dovete attraversare voi? Mica a caso, eh?, sulle strisce.

A questo ho pensato quando ho assistito alla scena che trovate nella clip. Ma come è possibile che ci è voluto così tanto tempo per attraversare? Sei auto, prima che qualcuno  si fermasse. C’era il passaggio pedonale, c’era una persona con l’intenzione di attraversare,  c’era il bastone bianco, c’era il cane ….ma cosa servica di più?

E chissà come si è sentito questo ragazzo mentre attraversare la strada….immaginate un anziano?

Una scena che sinceramente mi ha sconvolto….e che mi ha fatto riflettere

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