Mobility For All

Il Blog di Luca Pascotto
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Adv: pubblicità e sicurezza stradale

Strana. La posto perchè difficilmente assistiamo ad uno spot commerciale di un’auto interamente dedicato alla sicurezza stradale. Non si vedono nè potenza, nè velocità, nè design, nè prestazioni ambientali. Toyota presenta il suo “Star safety system” come cuore che dà impulso a tutta l’attività commerciale e come insieme di soluzioni di sicurezza attiva (quindi di tipo preventivo, che contribuiscono cioè ad evitare l’incidente) presenti sul 100% dei veicoli in produzione. Ma il messaggio va dritto anche al cuore delle persone perchè ognuno vuole sentirsi sicuro alla guida (ecco la presenza di una mamma che tiene la bambina).
La pubblicità è stata introdotta (per ora?) solo nel mercato americano.

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Guardando al futuro…auto? metro? Ma che diavolo è questo?

Non mi sono mai piaciuti i film di fantascienza. Nè quelli ambientati nel futuro che ci fanno intravedere come saremo, quali tecnologie applicheremo, come ci sposteremo. Ma quando mi sono imbattuto su questo video (3 min),

ho pensato che forse le città potrebbero immaginare una rete di trasporti sopraelevata di questo tipo. Agile, non invasiva, lenta (ma comunque più veloce di un’auto in città), interconnessa con gli altri mezzi. Soprattutto frequente, secondo lo schema degli impianti di risalita sciistici che, secondo me, hanno molto da insegnare in termini di servizi per la mobilità urbana: non una grande seggiovia(=leggi autobus, treno, metropolitana) che occupa la rete (=leggi la strada, la corsia, i binari), ma molte cabine, più piccole, ma più frequenti. Gli ingegneri dei trasporti credo li chiamino PRT (personal rapid transit) e sono uno strumento per la mobilità sostenibile.

Troppo futuro? Forse no, almeno se passate per l’aeroporto di Heathrow tra qualche anno, o se andate a Cardiff, UK oggi stesso…..

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Lubiana: mille modi per muoversi

Ieri sono rientrato da Lubiana, Slovenia. Confesso: difficilmente ho visto in una città modi così tanto diversi per muoversi. Non siamo a Copenhagen o in qualche paese olandese. Siamo a Lubiana, bellissima città che consiglio di visitare.
Ci sono capitato per uno dei giri di Epca, il programma di valutazione della sicurezza degli attraversamenti pedonali: il fatto di percorrere a piedi la città e (in questa tornata di test) la periferia, mi ha permesso di rendermi conto di come la capitale slovena sia molto simile, in tema di mobilità, alle città del Nord Europa. Tante le biciclette, il cui utilizzo è favorito da una interessante rete di piste ciclabili, e tante biciclette “strane”, che non ti aspetteresti mai di trovare in città: bici sportive, bici con attaccati dei carrettini per il trasporto di materiale, bici “da gara”.
Ma non solo biciclette strane. Anche i motorini, che qui possono occupare le piste ciclabili e si possono guidare senza casco, sono molto strani, spesso elettrici, vecchi modelli trasformati non si sa come. Da far invidia ai collezionisti ed agli appassionati del genere due ruote vintage….Ma non solo mezzi motorizzati: ho visto ragazzi in skate, in roller e ion monopattino monopattino. Mamme che girano con la carrozzina con i roller ai piedi, anziane signore girare con un monopattino elettrico (la signora che si trucca su monopattino elettrico che trovate nelle foto qui sotto è da Guinness) e anziani signori su carrozzelle elettriche. Segnali di una città accessibile e attenta ad una mobilità di tipo diverso.
Anche per questo Lubiana è una città che, in termini di mobilità, non ti aspetti. Vivace, sportiva, non convenzionale, dinamica. Dove anche i più piccoli sono abituati a prendere una bicicletta, indossare il casco e pedalare da soli…
Del resto, la mobilità sostenibile parte da qui, dalle scelte più semplici e forse meno considerate. Perchè a muoversi responsabilmente ci si deve educare e ogni età. Ed ogni età ha le sue alternative. Approfittiamone.

Bye, Bye Lubiana!

Qui sotto una testimonianza di quanto vi ho raccontato

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Codice della strada spagnolo: un esempio da imitare?

Come continuare a migliorare le performance della sicurezza in un Paese moderno che ha ben fatto negli ultimi anni in termini di riduzione dell’incidentalità? Sorpresa: la Spagna punta su semplificazione e minor rigore nel nuovo Codice della Strada.
Questo percorso merita senz’altro un approfondimento e una verifica sul campo, in quanto è in controtendenza: punta tutto sulla semplificazione e sulla certezza delle sanzioni. Poche regole, sanzioni semplici, più facili da “ricordare”. Con le recenti modifiche (in parte in vigore dal 25 maggio scorso, in parte dopo l’estate), vengono previste tre livelli sanzionatori:
- INFRAZIONI LIEVI: 100€
- INFRAZIONI GRAVI: 200€
- INFRAZIONI MOLTO GRAVI: 500€

Allo stesso modo, vengono semplificate le sanzioni relative all’eccesso di velocità: qualunque sia il limite superato il numero dei punti decurtato è sempre 6.
Anche la sospensione della patente verrà prevista solo per le infrazioni gravi e molto gravi (la patente sarà persa solo quando sarà esaurito il punteggio o in seguito a provvedimento giudiziale; ai conducenti che non avranno pagato 4 sanzioni per violazioni molto gravi sarà interdetto il compimento di qualsiasi formalità relativa la proprio veicolo). D’altro canto, però, programmare il navigatore quando si è alla guida o circolare con la targa illeggibile sarà considerato più grave

Con le nuove norme il trasgressore avrà un termine di 20 giorni dalla notifica per pagare la sanzione o fare ricorso. Se decide di pagare avrà uno sconto del 50% dell’importo della sanzione. Inoltre, se il conducente lo desidera potrà sostituire il suo indirizzo di posta con un indirizzo email o con il numero di telefono cellulare al quale ottenere la notificazione dell’infrazione, il saldo dei punti patente e qualsiasi altra informazione relativa al veicolo. E’ anche istituita una tabella, alla quale accedere mediante il sito web della direzione generale del traffico, e dalla quale rilevare le infrazioni che non sono state notificate al domicilio o attraverso la email.
E’, inoltre, previsto il pagamento delle sanzioni mediante internet o carta di credito (sistema peraltro già in vigore)

Effettivamente non è la stessa scelta del Legislatore italiano, che continua sulla strada della repressione e del maggior rigore. Ma anche della complessità a scapito della conoscenza. ecco perchè considero molto interessate la scelta spagnola.

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Quando non si stabiliscono obiettivi precisi


Stamattina ho ricevuto una richiesta curiosa. Uno straniero vuole venire in Italia con al seguito un veicolo elettrico (probabilmente uno scooter, ma la richiesta era vaga) e mi chiedeva una mappa che illustrasse dove poter ricaricare il veicolo.
Per un attimo ho trovato la richiesta un po’ strana, di quelle che non ti aspetti. Soprattutto da un turista. Riflettendo, però, è proprio da un turista che poteva arrivare una simile richiesta. All’estero, infatti, la motorizzazione elettrica è più diffusa ed esistono obiettivi precisi di diffusione: 1 milione di veicoli in Germania entro il 2020; 2.000 veicoli entro il 2010 in Irlanda; 20.000 moto a Barcellona entro il 2020. Di conseguenza è normale pianificare una diffusione anche della relativa rete infrastrutturale.
Certo a nessuno di noi verrebbe da chiedersi sove poter ricaricare la nostra auto elettrica…..e se per caso l’informazione ti fosse necessaria, suggerisco questo sito, che peraltro è possibile alimentare. Al momento, infatti, sono state censite solo 162 centraline in tutta Italia…..come farà a decollare l’elettrico?

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