Mobility For All

Il Blog di Luca Pascotto
Twitter
Follow me on Twitter
MyLiveBlog
(Più) Personale

7 aeroporti in 6 giorni….

Approfitto dalla free wi-fi area dell’aeroporto di Lubiana per condividere un piccolo record personale, credo. E mi auguro di non doverlo battere. 7 diversi aeroporti in 6 giorni. Come?
Partenza venerdì da Ciampino con volo Ryanair verso Stoccolma-Skavsta (quello più lontano dalla città per capirci). Quindi sono ripartito domenica verso Lubiana, da Stoccolma-Arlanda, e con scalo ad Helsinky.
Ora riparto da Lubiana verso Roma-Fiumicino, ma con scalo a Vienna.

Non male, vero? Ovviamente alcuni erano di scalo e altri di partenza ed arrivo. Mi viene in mente che sarebbe interessante fare un piccolo test sulla qualità e comodità degli spostamenti dall’aeroporto al centro città (e viceversa): mezzi disponibili, costi, qualità, informazioni per il consumatore, ecc.
Stoccolma-Arlanda è davvero invidiabile: 44 km dalla città, treno veloce che ha raggiunto i 220 km/h, nessuna fermata intermedia, 20 minuti in totale, ampio spazio per i bagagli, monitor a bordo con orari di partenza dei voli, 4 partenze all’ora, circa 25 euro, ma è in corso una promozione 2 biglietti la costo di uno, quindi con una tariffa più bassa del Leonardo Express di Fiumicino (di cui è meglio non parlare in questo post…..). Che dire di più? Che alla stazione di partenza puoi già fare il check in on-line….

Good flight back!

  • Digg
  • Twitter
  • Technorati Favorites
  • Evernote
  • LinkedIn
  • WordPress
  • Delicious
  • Facebook
  • Share/Bookmark

Microcar: condivido, Signor Ministro, ma….

In questi giorni non si parla che di minicar. I due incidenti mortali ravvicinati avvenuti in settimana a Roma hanno riportato sotto gli occhi di tutti la pericolosità di questi mezzi. Tanto che ora fanno tutti a gara per proporre modifiche legislative (ma tranquilli, tra qualche giorno il problema sarà dimenticato).
Il Ministro Matteoli, ha commentato: “Non resto insensibile alle tragedie ma non si può neppure scrivere una legge tutte le volte che avviene un incidente”.
Ma per evitare questo c’è solo un percorso: agire in modo preventivo. Che vuol dire realizzare un sistema coerente che fa di tutto per evitare incidenti. OK, sono teorico. Allora provo a citare alcuni esempi “preventivi”:
1) politica: introdurre un esame pratico per la guida di questi veicoli: lo so, ora lo dicono tutti. La norma c’è da due anni e mezzo in Parlamento (il famoso testo unico sulla sicurezza) ma non sembra voler essere approvata (..a proposito di efficienza della politica);
2) istituzioni: informare le famiglie dei rischi che questi (costosi….si può arrivare oltre i 10.000 euro) veicoli possono arrecare ai ragazzi che li guidano;
3) comuni e polizia locale: pianificare una politica di controllo rigoroso su possibili modifiche applicate alle microcar così da aumentarne la velocià;
4) media: approfondire ed indagare questo fenomeno non subito dopo un incidente mortale, ma in modo più distaccato, pur sapendo che magari fa più notizia l’incidente:
5) costruttori: investire maggiormente in tecnologia e ricerca, introducendo economie di scala e realizzando mezzi più sicuri di quelli attuali (pur omologati….);
6) educatori: parlare con i ragazzi ed educarli alla legalità, e al rispetto delle regole, facendo loro capire il reale significato dei divieti (in due è pericoloso; le microcar non sono progettate per correre a 70 km/h; nella guida occorre rispettare dei comportamenti a rischio, ecc.)

Possiamo anche continuare, ma mi fermo. Sono convinto che chi guida ha senz’altro delle responsabilità, ma è troppo facile attribuire agli adolescenti le conseguenze di errori rispetto ai quali loro non hanno colpe. Perchè altri non sono intervenuti, o sono intervenuti male.

  • Digg
  • Twitter
  • Technorati Favorites
  • Evernote
  • LinkedIn
  • WordPress
  • Delicious
  • Facebook
  • Share/Bookmark

Oggi sono qui

Confesso che reduce da una settimana di ferie non sono ancora molto concentrato sul lavoro. Ma ho accettato proprio per questo. Tornare in carreggiata subito. E poi sarà una vera tavola rotonda. Non come spesso succede che le tavole rotonde si trasformano in relazioni dei vari relatori che arrivano con la loro chiavetta e una serie infinita di slide. Senza minimamente considerare quello che il relatore precedente ha detto. Se tavola rotonda è deve esserci dibattito, deve essere interattiva, deve esserci confronto. Altrimenti chiamiamola diversamente.

Poi ci saranno dei ragazzi e dei giovani ed è sempre interessanti confrontarsi con questa cd “categoria debole”.

Il tema è interessante. Sicurezza stradale: il ruolo delle Istituzioni. Non so bene cosa dirò, dipenderà ovviamente dalle domande del moderatore. Ma un concetto certamente uscirà: che c’è bisogno di coerenza nelle scelte delle Istituzioni, a tutti i livelli (questo blog è pieno di esempi di incoerenze); c’è bisogno di regole certe (es. le continue e ripetute modifiche al Codice della Strada, spesso annunciate, aiutano?); c’è bisogno di risorse (altrimenti rimane tutto a livello di buone intenzioni).

Ma ripeto, vedremo cosa diranno anche gli altri.

  • Digg
  • Twitter
  • Technorati Favorites
  • Evernote
  • LinkedIn
  • WordPress
  • Delicious
  • Facebook
  • Share/Bookmark

Salone di Ginevra: molto eco, poca sicurezza

Non sono sicuro nella mobilità del futuro l’auto avrà ancora lo stesso peso che ha avuto nel secolo scorso. Eppure, nonostante la crisi del settore, nonostante le previsioni di medio-lungo periodo presentano uno scenario con pochi player globali, a Ginevra c’erano tutti i marchi. Ma proprio tutti. Un must, per lo storico salone. Un giro nei due padiglioni Salone dell’Auto di Ginevra ed una impressione decisa: si punta sull’eco-sostenibilità dei modelli, molto meno sulla sicurezza. Forse la si dà per scontata, ma una esposizione dovrebbe mettere in mostra gli aspetti più importanti dell’auto. Capisco, però, che l’estetica conti più di tutto (e di fatti le auto esposte vengono continuamente lucidate). Il secondo aspetto di forte comunicazione è legato alle prestazioni ambientali: tutte le case espongono modelli (o concept car) in cui vengono descritte con adesivi, poster ed etichette l’efficienza ambientale della delle auto. Fra tutti Renault sembra essere un passo avanti e, come era già successo con le stelle EuroNCAP, sta evidenziando negli spot commerciali il suo impegno per costruire veicoli puliti: Renault Fluence sarà disponibile a fine 2011

A testimonianza di come tutti si muovano su questo piano, anche la Ferrari presenta un modello ibridi di colore insolitamente verde. Comprereste una Ferrari verde?
Meno spazio alla sicurezza stradale, dicevo. Sia negli allestimenti degli stand, sia nella documentazione esplicativa dei veicoli, questo aspetto non è quasi mai presente. In un solo marchio le stelle EuroNCAP erano evidenti: la Toyota Prius. In tutto il resto dell’esposizione, non l’ho incontrato.

Molte auto, dunque al Salone. Ma ci sarà posto per tutti?

Guarda tutte le foto scattate al Salone

  • Digg
  • Twitter
  • Technorati Favorites
  • Evernote
  • LinkedIn
  • WordPress
  • Delicious
  • Facebook
  • Share/Bookmark

Come garantire la sicurezza dei pedoni? Uno studio

Nell’ambito del dibattito sulla sicurezza stradale, il tema dei pedoni è particolarmente importante. I recenti dati sugli incidenti stradali fanno emergere chiaramente come aspetti particolarmente critici, da affrontare con adeguate politiche per la sicurezza stradale, siano costituiti dalla mobilità urbana e dalle c.d. “utenze deboli”: conducenti di veicoli a due ruote (biciclette, scooter, motocicli) e pedoni, soprattutto bambini e anziani. Tutte categorie di utenti della strada particolarmente esposte e vulnerabili in caso di incidente.

  • In particolare, il dato sui pedoni (648 pedoni morti nel 2008, di cui 585 investiti; e 20.640 feriti) è particolarmente allarmante: allarmante perché i numeri sono in aumento rispetto all’anno precedente;
  • allarmante perché tra i pedoni i soggetti più esposti sono i bambini e gli anziani, quindi le categorie più deboli;
  • allarmante perché evidenza scarso rispetto degli altri utenti della strada, se consideriamo che tra gli incidenti mortali che coinvolgono i pedoni, in un caso su quattro il pedone si trovava sulle strisce pedonali, spazio stradale che per definizione dovrebbe garantire la massima sicurezza a chi si accinge ad attraversare la strada.

Approfondire la sicurezza dei pedoni non significa però fermarsi alle statistiche, elemento comunque centrale per la comprensione dei fenomeni e la definizione delle politiche d’intervento. Significa anche verificare se le condizioni delle infrastrutture, che dovrebbero garantire una mobilità in sicurezza dei pedoni, siano o meno adeguate. In altre parole, significa andare a vedere: come sono organizzati gli attraversamenti pedonali; lo stato della manutenzione; la presenza di segnaletica, isole pedonali, sistemi di protezione per i pedoni; l’esistenza di un’adeguata visibilità diurna e notturna (per il pedone, ma anche per il conducente che si avvicina ad un attraversamento pedonale); se viene garantita l’accessibilità a tutte le categorie di pedoni, comprese le persone diversamente abili. Significa, inoltre, raccogliere le diverse pratiche già esistenti, al fine di diffondere le migliori soluzioni in grado di assicurare una maggiore protezione; informare sui corretti comportamenti da tenere e sui possibili rischi che si possono incontrare sulla strada. In poche parole, significa adottare un adeguato sistema di prevenzione.

Questo Rapporto ha fatto proprio questo, mettendo a confronto oltre 300 attraversamenti pedonali presenti in 32 città europee. Per l’Italia Napoli, Roma e Milano. Vi lascio immaginare come si sono comportate in tema di protezione dei pedoni…..

  • Digg
  • Twitter
  • Technorati Favorites
  • Evernote
  • LinkedIn
  • WordPress
  • Delicious
  • Facebook
  • Share/Bookmark